In Svizzera i predatori hanno la vita dura
L’orso M13 e tutti gli altri grandi predatori non se la passano bene in Svizzera, afferma il WWF. Al contrario di specie più impattanti, come i cinghiali.
La sua notorietà M13 se l’è guadagnata “sul campo”, creando un po’ di scompiglio in Val Poschiavo prima del letargo. Un clamore forse eccessivo, per quello che in effetti è solo il secondo orso giunto nell’ultimo anno in Svizzera (il predecessore M12, anch’esso proveniente dal Trentino, s’è poi spostato in Alto Adige, dov’è stato investito).
E se, per Kurt Eichenberger, esperto di grandi predatori al WWF Svizzera, “in Val Poschiavo sarà necessario imparare a convivere con gli orsi”, poiché “M13 non sarà di certo l’ultimo a oltrepassare i confini svizzeri”, mentre “da 17 anni a questa parte, i lupi continuano a spingersi nel nostro Paese”, in realtà la situazione dei grandi predatori non è rosea nella Confederazione, perché, proprio in relazione ai lupi, “con 17 esemplari siamo ancora lontani anni luce dall’avere una popolazione vitale”.
Sono soprattutto “single”, maschi (in Vallese, Ticino, Svizzera centrale) o femmine (Berna/Friburgo), ma 8 esemplari si trovano nella grigionese Val Calanda, dove quest’anno una coppia ha dato alla luce tre cuccioli e a tale nucleo si sono poi aggiunti dei solitari, a creare il primo branco di lupi elvetico. Nei paesi vicini la situazione è però più positiva, con 400 lupi a formare almeno 30 branchi diffusisi in 20 anni nelle Alpi italo-francesi.
Più favorevole infine lo status delle linci, con circa 130 soggetti divisi in tre popolazioni (nel Giura, nelle Alpi nordoccidentali e nella Svizzera nordorientale) frutto di reintroduzioni, ma che sono a rischio di consanguineità.
A spassarsela, fa notare ancora il WWF, sono invece i cinghiali, che un tempo estinti sono tornati dagli anni Ottanta a riprodursi a ritmi sostenuti in tutte le regioni del Paese, grazie alla loro adattabilità a vari habitat e all’abbondanza di cibo nei boschi, ormai sottoutilizzati dall’uomo, e nei coltivi, con poca gioia degli agricoltori…
Pierangelo Piantanida
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