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Elezioni svizzere: sempre più dura per i frontalieri

23 ottobre 2011 – 21:37Nessun Commento

I giochi non sono ancora tutti fatti a cominciare dalle elezioni del senato (il Consiglio degli Stati) che, eletto con il sistema maggioritario, avrà, in diversi cantoni, l’appendice del ballottaggio. Per ciò che riguarda la Camera dei deputati (Consiglio nazionale) lo scenario invece ormai chiaro. La destra UDC si conferma primo partito ma i piccoli schieramenti come i Verdi liberali e il Partito borghese democratico erodono voti al centro e alla destra, creando la sorpresa di queste elezioni. In Ticino, la destra (Lega e UDC) portano a Berna tre deputati. Lo scontro con l’Italia su frontalieri, accordi bilaterali e ristorni rischia di farsi ancora più acceso.

I sondaggi li davano in ascesa e così è stato. Verdi liberali (VL) e Partito borghese democratico (PBD) hanno creato la sorpresa alle elezioni nazionali elvetiche. Assieme totalizzano l’11% dei voti corrispondenti a 21 seggi nel parlamento federale. Due forze con le quali, ora, i partiti storici dovranno fare i conti. Infatti, il PBD, che nasce da una costola dell’ UDC è proprio da quella parte che è andato a pescare i voti. La “cellulare madre” l’UDC, pur confermandosi partito di maggioranza relativa, perdere addirittura sette seggi attestandosi a 55 deputati. Anche i Verdi liberali (VL) hanno rosicchiato consenso nel campo ecologista. I verdi storici, molto attesi a una conferma dopo i risultati eccezionali ottenuti quattro anni fa, hanno perso sette seggi. Ma a soffrire del nuovo centro è pure il Partito liberale radicale (PLR) che perde 4 seggi. Ne perde tre anche il Partito cattolico PPD.Tiene invece il Partito socialista che pur perdendo in termini percentuali rimane la seconda forza a livello nazionale, guadagnando addirittura un seggio.

In Ticino vince la destra anti frontalieri

La Lega dei ticinesi, dopo la strabiliante vittoria alle regionali di primavera, che gli aveva permesso di portare nel governo ticinese un secondo rappresentante, raddoppia anche questa volta e a Berna avrà due deputati (+1). Anche l’UDC, che in questa occasione correva con la Lega, riesce, per la prima volta ad avere un suo deputato nel parlamento federale. Insomma, la destra ticinese unita rappresenta, da oggi, la maggior forza politica regionale nel parlamento federale e questo a scapito di socialisti e liberali ognuno dei quali perde un rappresentante. Il nuovo scenario fa dunque supporre che Lega e UDC a Berna potranno meglio portare avanti le loro rivendicazioni anti frontalieri, anti bilaterali e anti ristorni.

MB

 

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