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Quattro banche svizzere hanno infranto le regole anti-riciclaggio

10 novembre 2011 – 14:12Nessun Commento

La FINMA ha terminato gli accertamenti in merito alle relazioni che le banche intrattengono con le “persone esposte politicamente” (PEP). La maggior parte degli istituti finanziari ha ottemperato agli obblighi di diligenza con giudizio da sufficiente a buono. In quattro casi la FINMA avvia procedure di enforcement. La FINMA non vede la necessità di intervenire sull’attuale regolamentazione.

Quattro banche svizzere hanno, quindi, di fatto infranto la regolamentazione in materia di riciclaggio di denaro accettando gli averi dei potentati del Nord Africa (Tunisia, Egitto e Libia). È quanto emerge da un’inchiesta resa pubblica oggi dall’Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA).

Dagli accertamenti della FINMA è emerso, comunque, che la maggior parte delle 20 banche esaminate conosce e adempie in modo corretto ed efficiente i propri obblighi di diligenza in relazione alle PEP. Ciò vale per l’identificazione delle relazioni con le PEP come pure per le ulteriori misure che si impongono per il rispetto degli obblighi di diligenza. Presso le banche in cui sono state riscontrate lacune poco significative, la FINMA accompagna l’implementazione delle misure istituite e potenzia complessivamente l’intensità della vigilanza in materia di riciclaggio di denaro.

Per quattro banche, come detto, la FINMA ha invece constatato lacune a livello del comportamento e avviato delle procedure di enforcement, un procedimento amministrativo che potrebbe sfociare in sanzioni contro i quattro istituti, i cui nomi, per ora, non sono stati divulgati.

Non è vietato intrattenere relazioni d’affari con le PEP, tuttavia, per legge, le banche sono tenute a trattare dette relazioni con estrema cautela. Le prescrizioni del diritto svizzero in materia soddisfano e addirittura superano gli standard del Gruppo d’azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di capitali (GAFI). Sulla base delle indagini preliminari, la FINMA non ritiene necessario intervenire a livello della regolamentazione del riciclaggio di denaro in questo ambito.

Nella scorsa primavera, in seguito alle rivoluzioni in Tunisia, Egitto e Libia, il Consiglio federale aveva ordinato il blocco di 830 milioni di franchi di fondi accumulati illegalmente da governanti e politici destituiti o che stavano per essere destituiti. In questo senso, la FINMA ha esaminato il comportamento intrattenuto da 20 banche elvetiche con queste “persone esposte politicamente”.

Com./KC

 

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