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Conti in nero ormai banditi dalle banche svizzere

10 gennaio 2014 – 10:04Nessun Commento

La strategia del denaro pulito postulata dalle autorità svizzere per togliere il settore bancario dal pantano delle rappresaglie internazionali sta prendendo sempre più piede. Da una indagine della multinazionale della consulenza finanziaria Ernst and Young (EY) risulta che più di un terzo degli istituti bancari elvetici rifiuta ormai di accettare soldi non dichiarati. Le prospettive della piazza finanziaria vengono giudicate positivamente.

Secondo il “barometro della piazza finanziaria” realizzato da EY il 78% delle banche interpellate giudica l’andamento attuale degli affari in modo positivo. Solo il 22% degli istituti annuncia un calo dei risultati operativi. Le prospettive per il futuro vengono valutate positivamente dal 70% delle banche. La piazza finanziaria svizzera sembra insomma aver superato senza troppi danni la crisi finanziaria.

L’analista di EY responsabile della ricerca, Patrick Schwaller, osserva che “proprio in momenti di incertezza le qualità del sistema bancario svizzero vengono particolarmente apprezzate”. I manager bancari hanno anche in maggioranza espresso parole di elogio per la politica di mantenimento di una quotazione massima del franco nei confronti dell’euro adottata dalla Banca nazionale.

Qualche timore è stato espresso per il surriscaldamento del mercato immobiliare, in cui si riscontra qualche sintomo di bolla speculativa. Il 53% degli interpellati si attende un mutamento di rotta che porterà a una politica di concessione di crediti immobiliari più restrittiva.

Per i prossimi mesi i banchieri non si aspettano ondate di licenziamenti. Ma la politica di razionalizzazione e di riduzione dei costi continuerà a far sentire i suoi effetti. Previsto anche un consolidamento soprattutto nel settore del “private banking”, che risulta quello maggiormente sottoposto alla pressione del mercato. Nei prossimi anni in questo settore ci si aspettano ancora fusioni e acquisizioni.

Red.

 

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