In vacanza all’estero con cani o gatti? Ecco come fare
All’approssimarsi delle vacanze, i proprietari di animali domestici che intendono viaggiare all’estero incappano nell’inevitabile dilemma “e il cane e il gatto me li porto appresso? E a quali requisiti devono ottemperare per effettuare il viaggio?” A queste domande ha dato risposta l’Ufficio di veterinaria svizzero (UFV) in un comodo opuscolo pubblicato oggi.
La brochure è valida per cani, gatti e furetti che accompagneranno il proprio padrone in vacanza. Se si ha in programma un viaggio con Boby e Fufi, è opportuno prepararsi adeguatamente. Le disposizioni che regolano l’ingresso di tali animali, infatti, variano notevolmente da Paese a Paese. Inoltre, anche per il rientro in Svizzera occorre adottare alcuni provvedimenti e conoscere in dettaglio le norme in vigore.
Bisogna informarsi almeno due mesi prima della partenza. Le istituzioni più competenti presso cui chiedere ragguagli sono senza dubbio l’autorità veterinaria, l’ambasciata o l’ufficio doganale del Paese di destinazione. Le norme possono variare con il tempo, ad esempio in virtù della maggiore o minore diffusione della rabbia in un determinato periodo.
I requisiti richiesti in relazione ai cani possono essere i seguenti: documenti (autorizzazioni o certificato di sanità), vaccinazioni (in particolare contro la rabbia), identificazione tramite microchip o tatuaggio (valido se effettuato prima del 3.7.2011) e trattamento antiparassitario (zecche o tenia). È inoltre richiesto il passaporto per animali da compagnia e, in genere, al rientro bisogna sottoporre l’animale ad una visita veterinaria di confine al rientro. Qualora si rientrasse da paesi meridionali è consigliabile sverminare il proprio animale prima del viaggio di ritorno. Attenzione: alcune razze particolarmente aggressive non possono venire importate in certi paesi, mentre per altre sussiste l’obbligo di portare la museruola.
Coloro che viaggiano in aereo trovano utili informazioni sul sito della IATA (www.iata.org). La procedura, ovviamente, richiede che l’animale venga annunciato alla compagnia aerea. Al veterinario va chiesto se durante il viaggio l’animale necessita di medicinali o di cibo. L’acqua deve invece essere sempre disponibile. Se fa ritorno in Svizzera da un Paese con elevato rischio di rabbia urbana, un’autorizzazione è necessaria per il rientro in Svizzera in caso di arrivo diretto ad un aeroporto svizzero.
L’UFV consiglia anche di non importare cani randagi reperiti in altri paesi, specie dalle regioni meridionali; questo perché i cani randagi sono spesso colpiti da parassiti ed è molto difficile effettuare una diagnosi.
Consultare anche: www.ufv.admin.ch
Red.
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