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Cani “cattivi” rieducati in cucce di lusso. Con piscina e musica new age

13 settembre 2013 – 10:37Nessun Commento

Uno degli esemplari ospitati nel centro di Rancio Valcuvia

Nio non lo si poteva avvicinare, salvo rischiare un canino affondato nel braccio: era intrattabile e aveva il morso facile. Era un pericolo per la società, ora invece è un agnellino. E’ stato rieducato con in una cuccia che sembra uno chalet di St. Moritz dove, in sottofondo, viene diffusa la musica new age. Al posto di essere abbattuto o di finire per punizione in un canile lager, ha avuto la fortuna di essere adottato nel centro di riabilitazione della Dogs Obsessions e dell’associazione “Vieni a vivere con me”.

Due realtà guidate dall’italo-svizzera Leila Pasta che recentemente ha inaugurato i 50.000 metri quadri di paradiso a quattro zampe realizzati a Rancio Valcuvia (Varese). Si tratta di una struttura rivoluzionaria rispetto ai classici canili che normalmente ci si aspetta. Nel verde del Parco del Campo di Fiori si trovano cucce che sembrano suite con pavimenti anti-scivolo per evitare slogature e ruzzoloni, riscaldamento per l’inverno e aria condizionata per l’estate, piscina e musica new age. E poi un mega parco e bosco recintato all’interno della tenuta, dove si può passeggiare, correre, tuffarsi nel fiume o semplicemente giocare.

Qui anche l’esemplare che l’ha combinata grossa, viene rieducato coi migliori comfort. I cani vivono in condizioni da far invidia agli esseri umani: basti ricordare la multa della Corte Europea per le condizioni del carcere di Busto Arsizio e la situazione non certo idilliaca della casa circondariale dei Miogni di Varese.

Ma oltre agli esemplari un po’ “bulli”, ci saranno anche altri quattro zampe: “Ospitiamo anche animali sordi e con altri deficit – spiega Laura Rosastro, il tecnico veterinario di Dogs Obsessions – e poi ci saranno cani da allevamento e in pensione, vale a dire, per esempio, quelli lasciati da noi dai padroni che se ne vanno in vacanza per qualche settimana”. Ovviamente per questi servizi si deve pagare ed è grazie a questo denaro che la struttura riesce a finanziare gli altri servizi che interessano la società, come l’accoglimento dei randagi e la cura degli animali aggressivi: “Siamo gli unici in Italia – dice ancora la responsabile – a rinvestire tutto il ricavato a favore dei cani meno fortunati: randagi e mordaci. Offriamo un servizio pubblico, senza avere alcuna sovvenzione da enti pubblici”. Una filosofia che riguarderà anche l’accompagnamento degli animali più anziani: “Solitamente negli allevamenti, chi non non riesce più a riprodurre, viene messo da parte. Da noi, invece, resterà sempre nel nucleo familiare”. Altro che vita da cani, a Rancio si sta da re.

Nicola Antonello

 

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