Trattative con la Svizzera sulla black list
Un nuovo invito al governo di Roma ad aprire un dialogo costruttivo con la Svizzera per affrontare i problemi in sospeso è stato formulato a Lavena Ponte Tresa dall’ex ministro degli Interni italiano Roberto Maroni, presente ad un incontro degli amministratori locali indetto dall’Associazione dei Comuni di confine.
La Svizzera deve venir tolta dalla black list dei paesi a fiscalità privilegiata, ha chiesto Roberto Maroni. Ma sui ristorni Roma deve essere ferma e non accettare una modifica al ribasso dell’attuale accordo fra i due paesi sulla tassazione dei frontalieri, come richiesto dal Parlamento svizzero.
Assieme a Maroni c’erano numerosi esponenti di rilievo della Lega Nord, fra cui il presidente della Provincia di Varese Dario Galli e il sindaco di Varese Attilio Fontana. Durante l’incontro è stato approvato un documento che riassume le richieste dei Comuni di confine, dove si cominciano a sentire le conseguenze del mancato versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. I Comuni chiedono che che il governo intervenga per garantire con fondi propri il 50% dei ristorni 2010 che sono stati bloccati dal Canton Ticino
Toccherà poi a Roma preoccuparsi di incassarli dalla Svizzera. Una posizione comprensibile, visto che per l’Italia si tratta di far rispettare un accordo internazionale. Maroni, che si è offerto di portare a Roma le rivendicazioni dei Comuni, sostiene le proposte dalla recente mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale Lombardo. La mozione invita il governo di Roma a “intervenire nella competente sede giudiziaria per ottenere il rispetto da parte dell’autorità elvetica dell’accordo internazionale sottoscritto da Roma e Berna nel 1974”.
Red.
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