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Il Parlamento italiano chiede di togliere la Svizzera dalla black list

7 giugno 2011 – 21:38Nessun Commento

Montecitorio (foto cc D H Wright)

Il Parlamento italiano ha accolto una mozione che chiede al governo di togliere la Svizzera dalla black list dei paesi considerati a fiscalità privilegiata, e di riallacciare il dialogo fra i due paesi.

Lo ha reso noto il Telegiornale della Radiotelevisione svizzera, riportando le dichiarazioni dei deputati che hanno promosso l’iniziativa. Obiettivo della mozione, nella quale sono stati riuniti i postulati presentati da quattro diverse formazioni politiche, era quello di difendere gli interessi dei frontalieri. Il capogruppo della Lega Nord Marco Reguzzoni ha sottolineato che con questa mozione è stato “posto l’accento su una questione fondamentale per tutti i Comuni di confine e per questa importante categoria di lavoratori che è nostro dovere difendere, in quanto asse portante dell’economia nella quale operano e pertanto meritevoli di tutela e di assoluta non discriminazione”. Jonny Crosio, responsabile dei frontalieri per la Lega Nord, ha messo in evidenza che la mozione tiene conto del fatto chevormai soltanto il nostro Paese è l’unico ad avere ancora la Confederazione Elvetica compresa nella “black list.”

La proposta di far ripartire il negoziato sulla questione fiscale e di togliere la Svizzera dalla black list è stata presentata dal deputato del Partito democratico Franco Narducci, eletto dagli emigranti italiani in Svizzera. Narducci ha ricordato l’importanza degli scambi commerciali fra la Svizzera e l’Italia, e gli sforzi fatti dalla Svizzera per conformare le norme riguardanti l’assistenza amministrativa e fiscale alle richieste dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo in Europa (Ocse). “Non comprendiamo l’ostinatezza con cui il ministro dell’Economia e delle finanze rifiuta, quasi a priori” – ha detto Narducci – “di riaprire la trattativa per negoziare con la Svizzera una nuova convenzione per evitare le doppie imposizioni fiscali e per regolare le questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio.“

L’ambasciatore svizzero a Roma Bernardino Regazzoni, che ha seguito il dibattito a Montecitorio, ha espresso la propria soddisfazione per l’approvazione della mozione, che potrebbe finalmente sbloccare la situazione e porre le premesse per l’apertura fra i due paesi di un negoziato in materia fiscale come recentemente auspicato dalla presidente della Confederazione svizzera Micheline Calmy-Rey in occasione dell’incontro con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

Scettica per ora la Lega dei Ticinesi, fautrice di un blocco dei versamenti della quota spettante all’Italia dell’imposta preventiva prelevata sui salari dei frontalieri. Intervistato dal Telegiornale, il presidente della Lega Giuliano Bignasca ha detto ritenere che si debba ritardare il versamento dei 54 milioni di franchi dovuti secondo l’attuale trattato almeno fino al momento in cui l’Italia cancellerà effettivamente la Svizzera dalla black list. “Degli italiani non mi fido!”, ha dichiarato Giuliano Bignasca ai microfoni del Telegiornale.

Red.

 

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