La Lega nord chiede lo stralcio della Svizzera dalla black-list
“Il Governo si adoperi per la rimozione della Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali, e agisca per sbloccare i ristorni attualmente congelati dal Consiglio di Stato ticinese, in modo da tutelare i Comuni di confine”. Lo ha chiesto oggi il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, con un’interrogazione rivolta ai ministri dell’Economia e degli Esteri, dopo la conferma del congelamento del 50% dei ristorni dei frontalieri che il Canton Ticino avrebbe dovuto versare per intero allo Stato italiano nel giugno 2010.
“È necessario che il Governo riapra le trattative con la Svizzera – ha dichiarato Reguzzoni – per sciogliere definitivamente il nodo dei ristorni. La soluzione deve essere trovata, a partire dalla rimozione della Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali, per garantire ai Comuni di confine quei fondi che risultano indispensabili per i loro bilanci, e per tutelare gli oltre 51.000 lavoratori frontalieri che ogni giorno attraversano il confine”.
“I rapporti fra Svizzera e Italia – ha ricordato il capogruppo leghista – relativi all’’imposizione dei lavoratori frontalieri e alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine’, sono regolati dall’Accordo concluso dai due Paesi il 3 ottobre 1974. Tale accordo compensa le minori entrate ai Comuni di confine che derivano da chi lavora in Svizzera, ma usufruisce in Italia dei servizi pubblici e delle infrastrutture”.
“I ristorni dell’anno 2010 – ha continuato Reguzzoni – sono stati tuttavia versati solo al 50%, mentre la parte restante (cifra che supera i 20 milioni di euro), è stata trattenuta dal Canton Ticino che ha chiesto la ripresa del dialogo sulla Convenzione di doppia imposizione fiscale tra Italia e Svizzera (materia che è comunque di competenza federale e non cantonale), la rimozione dalla black list, e sollevato anche la questione della “reciprocità” per i lavoratori che dai suddetti Cantoni, per quanto pochi in confronto agli italiani, si recano in Italia a lavorare.”
Uno dei nodi cruciali per risolvere la vicenda è dunque la rimozione della Svizzera dalla black list, per la quale la Lega Nord aveva presentato al precedente Governo una mozione apposita, a suo tempo valutata positivamente e approvata dalla Camera.
“Questa situazione – ha proseguito Reguzzoni – penalizza gravemente il nostro territorio, perché le entrate derivanti dai ristorni rappresentano, per i Comuni di confine, una fonte di finanziamento fondamentale, e perché i frontalieri sono un’importante categoria di lavoratori che è nostro dovere difendere. In gioco c’è lo sviluppo di un territorio che abbraccia centinaia di Comuni nelle Province di Varese, Sondrio, Como, Lecco e Verbania”.
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