Lega Nord: Maroni chiede la testa di Reguzzoni
“Fuori dalla Lega chi mi voleva cacciare”. Roberto Maroni non ha mai citato direttamente l’interessato, ma è stato chiarissimo lo stesso. L’ex ministro dell’Interno ha chiesto a Umberto Bossi la testa di Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera dei deputati.
Mercoledì sera al Teatro Apollonio di Varese si è ufficializzato ciò che tutti sapevano da tempo: quelle divisioni leghiste puntualmente smentite dal partito. Ad esporre i panni sporchi in piazza è stato lo stesso Maroni. Nella sua Varese, davanti a un pubblico di 1.200 persone.
“Sono stufo di subire processi, accuse di tradimento e di invidia. Come si fa a essere invidiosi di uno di Busto Arsizio? (città natale di Reguzzoni, ndr)”. Poi l’appello a Bossi, presente al Maroni day. “Questa serata è stata voluta per protestare contro il provvedimento che mi avrebbe impedito di parlare con voi militanti: l’ennesimo episodio che intacca l’unità della Lega. Invece non ci sono né maroniani, né bossiani. Esistono solo i leghisti”. Infine, in un crescendo rossiniano con la folla che aizzava Bobo, ecco la stoccata finale: “Queste nefandezze e voci non sono più sopportabili e chi le crea dovrebbe essere cacciato dalla Lega”.
Una bordata chiarissima a chi, almeno fino a poche ore fa, era considerato come il “figlio politico” di Bossi. Se Maroni non l’ha mai nominato, al posto suo l’ha fatto la folla, gridando ad alta voce: “Reguzzoni fuori dai cogl…”. Poi ha parlato Bossi, che ha rimandato il cuore della questione al congresso federale. “Ci sarà al più presto – ha detto il Senatùr – e lì chiariremo tutto. Chi parla troppo, spesso lo fa male, ma io so ancora distinguere le cose giuste da quelle sbagliate”.
Questi i fatti. Che succederà ora? Reguzzoni sarà sacrificato sull’altare dell’”unità” leghista oppure si attenderà il congresso e quindi la conta dei numeri? Di certo Maroni si è esposto per la prima volta in pubblico contro uno dei massimi esponenti. Reguzzoni riuscirà a evitare il missile? Il “figlioccio” del Capo non è infatti un uomo solo, ma conta su un drappello agguerrito nel cosiddetto Cerchio magico che, fra gli altri, vede anche i figli di Bossi. La guerra è appena iniziata o è finita già mercoledì a Varese?
Nicola Antonello
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