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Tre domande a…

Rosi Mauro, la (ex) donna più potente della Lega Nord

27 settembre 2013 – 13:46Nessun Commento

Rosi Mauro è stata forse la donna più potente della Lega Nord di Umberto Bossi. 51 anni, ex vicepresidente del Senato, a seguito dello scandalo Belsito (per cui comunque non è stata mai indagata) è stata espulsa dal movimento del Carroccio. Oggi, dopo un anno di pausa di riflessione, l’ex pasionaria padana è tornata fondando un altro partito: “Siamo gente comune” (Sgc) e che ha base nel Varesotto.

Vi presenterete alle prossime elezioni Europee e Comunali?

“Alle Comunali ci saremo di sicuro in molte zone del Nord Italia, fra cui ovviamente la provincia di Varese e molte parti dell’Insubria come il Comasco e il Lecchese. Per le Europee dobbiamo pensarci. Stiamo valutando anche delle alleanze: andremo con chi aderisce al nostro programma, che guarda al territorio e ai cittadini”.

Inevitabile, poi rivolgere uno sguardo al passato. A quando l’ex senatrice è passata in un attimo dai vertici istituzionali del Paese all’allontanamento dalla scena politica a causa dello scandalo “Belsito”. Qual è la sua versione dei fatti?

“Quell’anno mi sono piovute addosso volgarità e oscenità inaudite. Si vede che davo fastidio ma, nel mio piccolo, credo che nessuno abbia subìto un trattamento simile. Nemmeno Berlusconi. Ci fosse stato almeno qualcosa di vero, lo avrei capito. E invece niente. Si prenda ad esempio il mio appartamento di Gemonio (Varese, ndr). I giornali hanno parlato di attico, invece si trattava di un monolocale per riposare un paio d’ore dopo i comizi. Non mi piace gridare al complotto ma, contro di me, c’è stato qualcosa di simile”.

Manca dalla Lega Nord da diversi mesi, ma di contatti ne avrà ancora. Qual è la situazione? Si è rivista con Umberto Bossi? E con Maroni?

“Nel Carroccio c’è malcontento. Il Veneto sta scoppiando, il Piemonte quasi. D’altronde se si dice di voler far pulizia e poi dentro restano inquisiti e condannati, le conseguenze sono inevitabili. E non è finita: verranno a galla altre vicende. E’ solo questione di tempo. Umberto Bossi non lo vedo da un anno, ma la stima nei suoi confronti è rimasta intatta. Anche lui è stato attaccato dall’invenzione del Cerchio magico ma il cordone attorno, per bloccarlo, ce l’ha adesso, non allora. Con Maroni avevo un buon rapporto. Tutto è cambiato quando lui ha avuto uno sbandamento (era il 1995, nel post Ribaltone, ndr) e io gli diedi del traditore. Non me l’ha mai perdonata”.

Nicola Antonello

 

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