I capitali italiani tornano in Ticino
I risparmi degli italiani ritrovano la via del Ticino. “Negli ultimi mesi il trasferimento di denaro dall’Italia alla Svizzera è diventato sempre più imponente”, afferma un articolo pubblicato oggi da Milano Finanza. La novità è che questa volta l’esodo che sta prosciugando la liquidità del sistema bancario italiano avviene del tutto legalmente.
Il nuovo esodo, paradossalmente, è facilitato dallo scudo Tremonti e dai trattati bilaterali tanti vituperati in Ticino. Chi infatti ha fatto rientrare in Italia i propri fondi neri attraverso una fiduciaria, legalizzandoli agli occhi del fisco italiano, può ora trasferirli in modo del tutto legale in un altro paese dell’area Schengen. In questo modo non eviterà di pagare le tasse, ma metterà i propri soldi al sicuro da altri rischi, come una crisi di liquidità che pregiudichi la possibilità di ritirare i risparmi dalle banche, o addirittura il fallimento della propria banca a causa di un possibile crollo del sistema euro.
A chi invece ha scudato come persona fisica, questa strada è preclusa. Rimane comunque sempre la possibilità di affidarsi agli spalloni, o prendere in mano personalmente il trasferimento, attraversando il confine con la classica valigia piena di contante. E anche da questo punto di vista a Lugano si assiste a un notevole aumento di attività. Nell’accettazione di fondi neri le grandi banche, preoccupate di non creare problemi alle loro attività estere, sono diventate molto restrittive. Ma sulla piazza luganese abbondano gli studi legali e le fiduciarie in grado di offrire soluzioni a chi desideri nascondere i propri soldi al fisco.
Interessi negativi sui depositi
Le turbolenze dell’area euro sono tali che il governo elvetico sta studiando provvedimenti per contenere le possibili conseguenze negative di un eccessivo afflusso di capitali in fuga. A differenza di paradisi fiscali come le isole del Pacifico, Singapore o Dubai, la Svizzera, oltre al settore finanziario, ha anche una economia reale che a causa dell’aumento di valore del franco svizzero è confrontata con numerosi problemi. I turisti, spaventati dai costi, ormai evitano i centri di villeggiatura svizzeri, mentre gli esportatori fanno sempre più fatica a mantenere la competitività sui mercati esteri.
Assieme alla Banca nazionale e alla Finma, l’istituzione preposta alla sorveglianza del settore bancario svizzero, il Dipartimento federale delle finanze ha preparato diversi scenari che potrebbero venir messi in atto se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare. Fra questi, una possibilità è quella del prelievo di un interesse negativo sui depositi esteri, un provvedimento già sperimentato in passato per scoraggiare l’afflusso di capitali. L’altra possibilità è quella di introdurre un controllo sul movimento di capitali.
Michele Andreoli
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qualcosa però continua a sfuggirmi.
Leggendo il Corriere stamattina mi sono soffermato sul seguente articolo: http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_09/del-frate-conti-svizzera_1b3c9e4a-2233-11e1-90ea-cfb435819ac4.shtml
poi, una volta entrato sul portale infoinsubria leggo quest’altro.
Considerando anche che secondo alcuni bene informati, (letto anche qui) la Germania non potendo stampare moneta in proprio si sta facendo coniare i Marchi in Svizzera, a noi italiani forse converrebbe aprire un conto alla Spaskasse di Colonia… piuttosto che rischiare il sequestro del contante alla frontiera Svizzera….