I russi tornano in Insubria
Per un po’ non si erano più visti, ma ora ritornano. Nel 1800 le rive dei laghi dell’Insubria erano costellate di lussuose ville appartenenti a nobili provenienti dall’impero russo. A Lugano c’era il castello di Trevano del barone von Deerwies; ad Ascona la villa Baronata del principe Mikhail Aleksandrovic Bakunin, il rivoluzionario fondatore del movimento anarchico; a villa D’Este, sul lago di Como, di proprietà del fratello di Giacomo e Filippo Ciani di Lugano, soggiornò a lungo la zarina di Russia Maria Feodorovna, madre dell’ultimo zar Nicola II.
Poi venne la rivoluzione bolscevica e, per più di cento anni, di russi non se ne videro più. Ma il fascino della regione dei laghi deve in qualche modo essersi tramandato nonostante le vicissitudini storiche. Negli ultimi anni gli esponenti dell’economia russa arricchitisi dopo la fine del comunismo, riprendendo la tradizione iniziata dalla nobiltà zarista, sono tornati ad affacciarsi sui laghi insubrici, con grande soddisfazione degli agenti immobiliari locali.
Negli ultimi dieci anni il numero dei russi e degli ucraini stabilitisi in Ticino è raddoppiato. La comunità russa conta attualmente circa un migliaio di persone. Non si tratta di persone che vivono di rendita. Molti russi che si stabiliscono in Ticino vi trasferiscono anche le loro aziende. Parecchi sono attivi nel commercio delle materie prime o dell’energia. Con un paio di terminali e internet, le operazioni di compravendita si possono fare anche dal Ticino, o dalla Lombardia. Per il Canton Ticino, dove il 50% degli immobili in mano a stranieri appartiene a cittadini italiani, l’arrivo dei russi rappresenta una interessante diversificazione.
Il fenomeno interessa anche le ville sul lago di Como. Negli ultimi mesi la cronaca si è occupata spesso delle trattative in corso per la vendita di villa Oleandra di Laglio, che George Clooney sembrerebbe voler lasciare. Fra i possibili acquirenti il miliardario russo Tariko Roustam, che pur di averla disposto a pagare 30 milioni di euro. A Laglio abita pure il banchiere Igor Kogan, amico di Putin, mentre l’immobiliarista Arkady Novikov è proprietario a Moltrasio della villa Fontanelle, che appartenne a Gianni Versace. E la lista potrebbe continuare.
Il più ricco dei russi stabilitisi all’estero si è però fermato un po’ più a nord. Viktor Vekselberg, l’oligarca russo che nell’era Yelzin ha fatto fortuna con il petrolio, ha comperato casa sulle colline che sovrastano le rive poco mediterranee del lago di Zurigo. Secondo la rivista Forbes, la fortuna di Vekselberg ammonta a 6,4 miliardi di dollari. Buona parte di questo capitali sono investiti in Svizzera. Attraverso la Holding Renova, Vekselberg possiede partecipazioni importanti in parecchie ditte svizzere, fra cui Unaxis, Sulzer, Saurer, OC Oerlikon, Züblin, e altre ancora. Quest’anno i rapporti con la Svizzera si sono un po’ turbati dopo la multa di 40 milioni di franchi inflitta a Vekselberg dal governo svizzero per delle presunte irregolarità (è ancora pendente il ricorso) nell’acquisto del pacchetto azionario di Unaxis. Forse, dopo queste disavventure, il magnate russo potrebbe decidere di traslocare verso destinazioni più accoglienti.
Red.
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