Insubria: uno spazio economico?
L’Insubria è uno spazio economico estremamente dinamico e produttivo: ai relatori intervenuti al convegno organizzato a Varese dai Lions per la Regio Insubrica e dalla Comunità di lavoro Regio Insubrica non è stato difficile dare una risposta a questa domanda. Più difficile è capire se questo spazio economico è semplicemente una appendice di due centri importanti come Milano e Zurigo, oppure se ha una identità anche produttiva propria.
I presupposti e le opportunità per trovare una collocazione originale all’interno della rete sempre più integrata del sistema economico globale non mancano. Gli indicatori economici permettono di disegnare il quadro di una economia in crescita, in grado di rispondere alle sfide poste dall’evoluzione di mercati in forte trasformazione. Lo hanno messo bene in evidenza i dati raccolti dal prof. Gioacchino Garofoli, dell’Università dell’Insubria, e da Fabio Losa, dell’Ufficio cantonale di statistica.
I trattati bilaterali hanno aperto nuove possibilità di integrazione alle economie delle parti italiana e svizzera dell’Insubria. Importante il contributo dato dal mercato del lavoro italiano alle imprese ticinesi: in dieci anni il numero dei frontalieri è quasi raddoppiato. Del sistema produttivi ticinese approfittano in misura crescente anche ditte italiane. Meno facile invece per gli imprenditori ticinesi l’accesso al mercato italiano. Rinaldo Gobbi, vice presidente della Camera di commercio del Ticino e Marinella Cappelletti, della Camera di commercio di Como, hanno illustrato il lavoro in atto per permettere agli imprenditori di superare gli ostacoli che ancora si frappongono ad una vera integrazione.
Una armonizzazione della formazione professionale è un elemento di grande importanza per arrivare ad una allocazione ottimale delle risorse. Furio Bednarz, della fondazione Ecap, ha tracciato un quadro generale delle esigenze a cui bisogna rispondere per sviluppare percorsi formativi trasfrontalieri e arrivare al mutuo riconoscimento delle competenze professionali. Dal canto suo Gian Marco Petrini, responsabile della formazione del personale sanitario e sociale del Canton Ticino, ha parlato del caso concreto del settore sanitario, nell’ambito del quale nel 2009 Lombardia e Ticino hanno formalizzato la collaborazione attraverso un accordo che regola il riconoscimento della formazione professionale in questo settore in forte crescita.
Un esempio di come esperienze produttive e di ricerca diverse permettano di sviluppare al meglio il potenziale esistente sul mercato viene dal settore in forte crescita dei prodotti di risparmio energetico. Con il progetto Energy CH-IT, presentato da Giovanni Moretti della Camera di commercio di Como, si vuole contribuire alla nascita di un network di imprese attive in questo settore. In Svizzera istituti di ricerca come la SUPSI e imprese sono coinvolte da tempo nello sviluppo di modelli di risparmio energetico nell’ambito del progetto “minergie”. In Lombardia, in collaborazione con il Politecnico di Milano, la risposta alle esigenze di risparmio energetico è stata battezzata “Casa-clima”. La messa in comune delle due esperienze potrebbe contribuire a far diventare l’Insubria un centro di eccellenza in questo campo.
Lo sviluppo integrato e la cooperazione fra i sistemi produttivi locali, con l’obiettivo di renderli più integrati, più competitivi e più innovativi, è pure la finalità del progetto SPL-Insubria, portato avanti con un finanziamento del programma di cooperazione transfrontaliera Interreg dall’Università dell’Insubria, dall’Ufficio di statistica del Cantone Ticino e dalla fondazione Ecap. Il progetto, presentato dal prof. Gioacchino Garofoli, ha una valenza che va al di là della semplice ricerca. Attraverso un’analisi dell’evoluzione dei sistemi produttivi, l’ottimizzazione dei rapporti fra le imprese, l’allestimento di strumenti come reti di scambio, filiere, e focus groups si vuole dare alle imprese quegli impulsi utili a migliorare la propria posizione nel mercato.
Sul campo, come si vede, sono in atto, a diversi livelli, iniziative interessanti e promettenti per cogliere le opportunità che si presentano. Imprese e istituti di ricerca sembrano credere al potenziale offerto dal territorio. Ma la risposta istituzionale a questo desiderio di cooperazione non è purtroppo sempre all’altezza delle aspettative. Lo ha sottolineato anche il segretario generale della Regio Insubrica, Roberto E. Forte, unico rappresentante, al convegno, dell’organo “politico” che dovrebbe farsi portatore di queste istanze. Il fatto che l’Insubria sia divisa fra due realtà statali differenti crea degli ostacoli che non è sempre facile superare. La cooperazione richiede una disponibilità a capire le differenze che forse negli ultimi tempi non è sempre stata presente.
Michele Andreoli
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