L’autunno nero del lavoro in Insubria
La Whirlpool sta a Varese come la Fiat sta a Torino. E’ questa multinazionale degli elettrodomestici l’ultima ad essere colpita dall’autunno nero del lavoro. Prima è toccato alla Inda di Caravate, poi alla Ims di Caronno Pertusella e alla Sisme di Olgiate Comasco. Quattro aziende, quattro settori diversi. Storie differenti. Eppure così simili: si vende meno di quello che si produce. E così si taglia il personale.
La situazione più calda è quella in Whirlpool, non fosse altro perché la società con sede nel Michigan rappresenta un simbolo per il Varesotto. Gli americani del “bianco” sono infatti gli eredi della Ignis di Giovanni Borghi, il cumenda che scrisse la storia dell’imprenditoria europea. L’azienda ora ha annunciato tagli per 5.000 dipendenti nelle aree in crisi: Nord America ed Europa, per un 10 per cento in esubero. I conti fra i 2.500 lavoratori della fabbrica di Cassinetta di Biandronno (frigoriferi e cucine) e i 500 impiegati e dirigenti della sede operativa di Comerio sono presto fatti: in bilico sono almeno in 300.
Alla Inda di Caravate le trattative stanno andando avanti da alcune settimane. Lo storico stabilimento dell’azienda leader nel settore dell’arredo bagno, chiuderà entro l’anno. La produzione degli accessori verrà concentrata sul polo industriale di Pagazzano, in provincia di Bergamo, fino ad ora dedicato esclusivamente alla produzione delle pareti doccia. Attualmente a Caravate lavorano 230 persone: 32 lavoratori saranno trasferiti a Pagazzano, 113 a Vizzola Ticino, dove c’è la nuova sede direzionale dell’azienda. Gli altri? A casa. Nel frattempo è già stata avviata la procedura per richiedere la cassa integrazione straordinaria per 125 lavoratori.
Preoccupano anche gli annunciati 300 esuberi su 573 occupati alla Sisme di Olgiate Comasco: nell’impresa di statori e motori elettrici, potrebbero perdere il posto 200 lavoratori nel 2012 e altri 100 nel 2013 per l’intenzione dell’azienda di delocalizzazione in Slovacchia altre linee produttive.
Alla Ims di Caronno Pertusella la situazione è più delineata. Anche se, di certo, non più rosea. Gli operai specializzati in elettronica ed elettrotecnica hanno ottenuto in parte quello che volevano: gli stipendi di settembre e il ritorno al lavoro per un periodo di tempo determinato per sessanta colleghi. Di più si saprà il 4 novembre, nell’incontro tra i sindacati e l’azienda. Qui potrebbe emergere il nome della società interessata a rilevare qualche ramo della società. Anche in una delle aree più ricche d’Europa la crisi si sente ancora. Eccome.
Nicola Antonello
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