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Ticino: lavoro nero a livelli italiani

5 agosto 2009 – 22:10Un Commento

Sono migliorate le condizioni del lavoratore del Corno d’Africa feritosi dopo essersi gettato ieri da un parapetto per sfuggire ai controlli degli ispettori del lavoro. Ma i sindacati denunciano: “l’illegalità sul lavoro in Ticino è a livelli italiani”.

A meno di 24 ore dalla terribile caduta, per sfuggire al fermo degli ispettori del lavoro, si apprende che le condizioni di salute del giovane operaio eritreo, che ha riportato fratture alla colonna vertebrale, sono migliorate. Il giovane è fuori pericolo di vita.

Tutti tirano, almeno parzialmente, un sospiro di sollievo anche perché non è chiaro quanto gravi siano le lesioni alla schiena del poveretto e quali possano essere le conseguenze a lungo termine.

I sindacati denunciano

“Stiamo arrivando ai livelli dell’Italia” afferma Gabriele Milani, presidente di Unia (CGIL) che denuncia la gravità del fenomeno del lavoro nero, nel cantone. Il giovane eritreo si è slavato solo per miracolo ”Era in prova da due giorni – dice Milani – ha il permesso F e non aveva documenti validi per lavorare”.

Milani, punta il dito contro quegli imprenditori (svizzeri ed esteri) che assumono personale senza contratto regolare. Nel caso specifico, la ditta che ha assunto l’eritreo è ticinese: “Si occupa della posa di piastrelle ed è del bellinzonese” afferma Milani.

I sindacati, invitano ora le parti sociali e la politica a unirsi per combattere il lavoro nero e impedire che ci sia una degenerazione del problema. L’incidente di ieri è un preoccupante segnale. Un segnale che secondo l’OCST, il sindacato cattolico, va ricercato nel fatto che troppi imprenditori approfittano delle condizioni di necessità di molti lavoratori -soprattutto stranieri e magari extracomunitari- che accettano qualsiasi ricatto pur di lavorare. Il lavoro nero, dice l’OCST, andrebbe contrastato con sanzioni ben più pensanti di quelle attualmente comminate a chi  viola la legge. Sanzioni, che il sindacato ritiene ridicole quando invece ci vorrebbe un forte deterrente per costringere gli imprenditori ad attenersi alle regole.

Ellieglialtri, TiNews

 

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Un Commento »

  • Marika scrive:

    Sono d’accordo. Siamo arrivati a livelli preoccupanti ed è un grave problema, bisogna far capire a berna che i suoi patti unilaterali fan bene soltanto ad alcuni cantoni, non ha tutti. Tra l’altro il mercato del lavoro in italia è inesistente, pertanto è impossibile che un cittadino residente in Ticino, svizzero o residente trovi lavoro. I patti vanno chiusi immediatamente e il capo della confederazione dovrebbe venire in Ticino per guardare e toccare di mano quello che sta succedendo.

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