I Comuni italiani non pagano le fatture
Il 58% delle piccole imprese in Italia subisce ritardi nei tempi di pagamento della pubblica amministrazione quantificabili in oltre due mesi. Per più della metà delle imprese le punte di ritardo superano i sei mesi.
La colpa, dicono gli amministratori pubblici, è del patto di stabilità concluso nell’ambito dell’Unione europea, che impone ai paesi membri di contenere l’indebitamento pubblico complessivo. “Spesso i Comuni potrebbero pagare subito, ma questo viene loro impedito dal patto di stabilità che ci è stato imposto”, spiega Attilio Fontana, presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).
Unioncamere Lombardia (l’associazione che raccoglie le Camere di commercio) mette ora a disposizione delle piccole imprese un fondo “sbloccacrediti” di 10 milioni di euro presso la banca UniCredit. In questo modo si alleviano i problemi delle micro e delle piccole imprese lombarde, la cui contabilità, già fortemente stressata dalla difficile congiuntura economica, rischia di essere ulteriormente aggravata dal ritardo nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.
La micro e piccola impresa può presentare domanda di accesso a questi mezzi presso i Centri Imprese e le filiali di UniCredit in Lombardia. La banca, acquisita la certificazione del credito (fino a 15′000 euro) da parte del Comune e dopo una rapida istruttoria creditizia, versa l’importo dovuto all’azienda (senza interessi né oneri), la quale può così utilizzare la liquidità necessaria per far fronte alle proprie esigenze di cassa ed onorare, a sua volta, i debiti nei confronti dei propri creditori.
Per le imprese che hanno crediti superiori ai 15.000 euro, UniCredit mette a disposizione ulteriori fondi propri a tasso agevolato per valutare autonomamente la possibilità di supportare l’impresa che non rientra nei requisiti previsti dal fondo.
“Grazie a questa iniziativa,” precisa il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, “alle piccole imprese fornitrici sarà garantito il pagamento per opere già prestate al Comune e che il Comune potrebbe liquidare subito, se non ne fosse impedito dal Patto di stabilità. Sappiamo che spesso questa liquidità rappresenta ossigeno puro per le imprese di piccole e medie dimensioni, ma spesso si ignora il fatto che i ritardi nei pagamenti non dipendono dai Comuni, ma da decisioni prese da altri.”
Red./Comunicato
Articoli correlati:
- Lista dei comuni compresi nella fascia dei 20 chilometri
- Il 64 % degli yachts italiani intestato a nullatenenti
- Trenta comuni del Varesotto si impegnano per la biodiversità
- Pioggia di multe sui padroncini italiani
- Reagire insieme davanti alle minacce comuni










