Reagire insieme davanti alle minacce comuni
Al termine del vertice di Varese dei ministri degli Interni del G6 allargato agli Stati Uniti, Eric Holder, il ministro americano della Giustizia ha sottolineato l’importanza di sviluppare politiche comuni per far fronte alle minacce alla sicurezza.
Durante il vertice è stata sottolineata la consapevolezza che in materia di sicurezza Europa e Stati Uniti devono far fronte agli stessi pericoli. Le politiche seguite dai diversi paesi contro contro il terrorismo, la criminalità organizzata e l’immigrazione clandestina vanno quindi coordinate. Ne deriva la grande importanza di accentuare lo scambio di esperienze.
Fra i temi affrontati, quello degli accordi con i paesi da cui proviene l’immigrazione illegale, la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere dell’Europa, e l’urgenza di trovare degli accordi in materia di sicurezza anche con la Cina.
Il ministro italiano degli Interni Roberto Maroni, che ha coordinato la riunione, ha messo in evidenza l’impegno del suo paese nella lotta alla criminalità organizzata. “Negli ultimi due anni – ha spiegato Maroni – abbiamo sottratto beni per 11 miliardi di euro alla mafia mettendoli a disposizione dello Stato”. Nella conferenza stampa conclusiva, Roberto Maroni ha detto di aver chiesto all’Unione Europea di armonizzare i sistemi giuridici per quanto riguarda la lotta ai patrimoni dei mafiosi. Maroni auspica che il modello italiano “venga preso come esempio dagli altri Paesi europei in modo che ci sia una armonizzazione dei sistemi giuridici perché è importante che non ci siano differenze tra i Paesi altrimenti i mafiosi sceglieranno gli Stati in cui la legislazione è più favorevole a loro”.
Nella riunione sono stati esaminati anche i provvedimenti presi per assicurare la sicurezza ai prossimi mondiali di calcio in Sudafrica. “Abbiamo proposto – ha spiegato Maroni – che qualora le squadre europee vengano eliminate, gli agenti che sono lì per garantire la sicurezza rimangano comunque in Sudafrica per dare man forte ai colleghi degli altri paesi”.
I ministri degli Interni hanno ribadito l’impegno arrivare a definire un sistema di sicurezza attraverso il rafforzamento della cooperazione dell’intelligence di tutti i paesi.
Red.
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