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Ristorni: brindano i Comuni di confine

9 maggio 2012 – 17:08Un Commento

Ristorni sbloccati, brindano i Comuni italiani di confine. La notizia è arrivata ieri, mercoledì 9 maggio, quando a Varese era in programma un incontro fra le istituzioni locali proprio per rivolgere l’ennesimo appello alla soluzione del problema. E invece, ecco il cadeau elvetico, che ha messo fine a dieci mesi di guerra fredda all’interno dell’Insubria. Non per questo l’incontro fra una settantina di amministratori si è trasformato in una passerella.

Già perché, risolto un problema, sul tavolo ne restano altri. Tanti. Ma il bonifico partito da Berna ha rasserenato gli animi: “E’ il risultato di un lavoro straordinario – ha detto Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia – svolto unitariamente con tutte le forze del territorio. Ora dovremo proseguire con un tavolo permanente sugli altri temi transnazionali irrisolti, a partire dalla fiscalità”. E poi sul fronte della carta sconto benzina, dove gli aumenti del governo Monti ha lasciato a “secco” i benzinai italiani a favore dei colleghi ticinesi: “Sembra che sia più facile ottenere qualcosa dal governo svizzero – ha detto amaramente Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente dell’associazione dei Comuni lombardi – piuttosto che da quello italiano”.

Il sindaco di Lavena Ponte Tresa, a rappresentare i municipi di confine, ha invece sottolineato l’importanza di mantenere l’aliquota dei ristorni al 38,8% e non (come pare voglia fare la Svizzera) abbassarla. Intanto si gode dello sblocco arrivato da Berna: “Da un anno a questa parte – ha sottolineato Andrea Pellicini, primo cittadino di Luino – mi sono battuto affinché venisse ripristinata una situazione di legalità, perché la Svizzera stava violando un trattato internazionale. Viene così a cadere un elemento di frizione con una terra amica con la quale vogliamo continuare ad avere buoni rapporti”.

Maria Sole De Medio, presidente della Comunità montana del Piambello ha invece rivelato un retroscena inedito: “Già mercoledì scorso – ha detto – Roberto Maroni mi aveva confidato che il lavoro di diplomazia con le autorità svizzere e ticinesi aveva dato il via libera allo sblocco dei ristorni”. Infine la riflessione di Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità: “Non possiamo trattare la Svizzera come le Isole Cayman: ogni giorno lì ci lavorano oltre 50mila italiani e quindi ho sempre criticato alcune azioni portate avanti dal nostro governo. Allo stesso tempo, però, non posso più accettare certe posizioni ticinesi prese contro i nostri frontalieri”.

Nicola Antonello

 

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Un Commento »

  • giorgio scrive:

    credo che gli italiani dovrebbero informarsi meglio prima di blaterare.
    i ristorni li ha pagati il Ticino e non Berna (come affermato in questo articolo).
    é pero vero che avrebbe dovuto pagarli Berna dopo aver venduto il Ticino nel 1974 con aliquote assurde in cambio di strani evanescenti “benefici”.

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