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Ristorni: le reazioni dei comuni di frontiera

30 giugno 2011 – 21:52Nessun Commento

Uno scorcio di Varese (cc Gebruicker)

Gli amministratori locali sono molto preoccupati. La decisione di Bellinzona di congelare la metà dei ristorni destinati all’Italia, mette i comuni e le regioni di frontiera in una situazione difficilissima. Ora Roma deve intervenire costringendo Tremonti a riallacciare i rapporti con la Svizzera.

Per il comune di Malnate, -ad esempio- la decisione del governo ticinese significa 350 mila euro in meno. Messa così sembra poca cosa. Eppure, per le amministrazioni locali della fascia di frontiera, i ristorni dei frontalieri sono una delle poche entrate per bilanci disastrati dei comuni. Tanto più che le ritorsioni ticinesi si sommano ai pesanti tagli decisi da Roma. Proprio oggi, Tremonti e Berlusconi hanno presentato la nuova finanziaria fatta di “lacrime e sangue”.

Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia, citato da vari media, giudica sbagliata la decisione di Bellinzona, “Ma sbaglia anche Tremonti a non voler riallacciare i rapporti con la Svizzera. Spero che Bossi riesca a far cambiare opinione a Tremonti», conclude Fontana.

Secondo Samuele Astuti, sindaco di Malnate, la decisione svizzera è un ricatto bello e buono giocato sulle spalle dei frontalieri. Ma è anche un messaggio mandato a Tremonti.

I sindaci si organizzano

Molto preoccupato per la situazione è anche Marco Magrini, presidente della Comunità Montana Valli del Verbano e sindaco di Cassano Valcuvia. “In queste ore –dice Magrini- il mio telefono è impazzito”. Tutti i sindaci della regione sono preoccupati per le conseguenze della decisione svizzera e vogliono sapere cosa succederà. Gli amministratori locali non stanno però con le mani in mano. Sabato prossimo è stata indetta al Maglio di Ghirla una riunione con tutti i sindaci della regione per fare il punto alla situazione. “Decideremo che strada perseguire per fare pressioni su Roma e chiedere al Governo di intervenire subito: qui è in gioco lo sviluppo del nostro territorio” ha concluso Magrini. Red.

 

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