Home » Cronaca

Province e riordino: tutto da rifare

4 luglio 2013 – 12:52Nessun Commento

Italia e Province: puzzle o rebus? (foto Confesercenti)

Province, tutte salve. Varese, Como, Lecco, Novara, Verbania: la Corte Costituzionale ha scongiurato, per ora, la ghigliottina che si trovava sopra la testa degli enti intermedi fra Comuni e Regioni. La Consulta ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia e il loro riordino, che ne prevede la riduzione in base ai criteri di estensione e popolazione. Secondo i giudici, essa “Non è materia da disciplinare con decreto legge”.

D’altronde le Province sono espressamente citate nella Costituzioni e quindi ci si poteva aspettare che il parziale colpo di spugna del Governo Monti potesse essere a sua volta cancellato dalla Corte Costituzionale. Dall’altro lato è giusto sottolineare come in Italia, ancora una volta, ogni tentativo di riforma rischi ricorsi e bocciature, creando un sostanziale immobilismo.

E così sull’abolizione delle Province, dopo mesi di riunioni, appelli e consulenze (costose), si è punto e accapo. Intanto negli ultimi 2 anni in 23 Provincie italiane (fra cui Como e Varese) non si è votato, è caduta la Giunta e i poteri dell’ente sono stati affidati a un Commissario straordinario, provocando, di fatto, un vuoto istituzionale. Che succederà? La sentenza lapidaria della Consulta dovrebbe accelerare i tempi di una riforma perché con la situazione attuale si sta operando al di fuori della Costituzione. Secondo il ministro per le Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello “la sentenza rende ancora più importante intervenire attraverso le riforme costituzionali sull’intero Titolo V, in particolare per semplificare e razionalizzare l’assetto degli enti territoriali. E’ il tempo di rendersi conto che mancate riforme e scorciatoie hanno un costo anche economico che in un momento di così grave crisi il Paese non può più sopportare”. La soluzione potrebbe arrivare dallo stralcio delle Province dalla Costituzione con l’affidamento della loro geografia ai presidente delle Regioni. Ma se non si riuscisse a trovare un accordo entro 10 mesi, si potrebbe anche tornare a votare, mantenendo lo status quo.

Resta comunque il solito pasticcio all’italiana con ulteriore beffa. La riforma fatta a pezzi dalla Corte Costituzionale è figlia soprattutto di Filippo Patroni Griffi e Anna Maria Cancellieri, ex ministri del Governo Monti. Nell’ottobre presentarono la cartina italiana srotolandola davanti ai giornalisti. Ora quella cartina è stata incenerita dalla Consulta, ma entrambi sono stati confermati nel Governo Letta. E lì rimarranno. E’ l’Italia. Che va al contrario.

Nicola Antonello

 

Articoli correlati:

  1. Riforma delle Province: la Regio Insubrica perde pezzi?
  2. Province, commissariate pure Lecco, Vco e Novara
  3. Riordino Province rimandato di un anno!
  4. Riordino Province: non se ne fa niente
  5. Riordino Province: Como non ci sta!
  6. Riordino Province: pronto l’atto finale
  7. Riordino Province: Varese, Como e Lecco riunite
  8. Riordino Province: lavori (agitati) in corso
  9. Como, Varese, Lecco, VCO: province insubriche verso l’abolizione
  10. Tagli delle Province: una proposta dalla Lombardia

 

Scrivi un commento!

Inserisci il tuo commento qui sotto, oppure esegui un trackback dal tuo sito. Puoi anche iscriverti a questi commenti via RSS.

Sii gentile e conciso. Resta in argomento. Niente spam.

Puoi usare questi tag:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito supporta i Gravatar. Per ottenere il tuo gravatar personale (Globally Recognized Avatar) registrati su Gravatar.