Tagli delle Province: una proposta dalla Lombardia
Da destra, Guido Podestà (presidente provincia Milano), Roberto Formigoni, Leonardo Carioni (Como), Daniele Molgora (Brescia), Massimiliano Salini (Cremona), Ettore Pirovano (Bergamo). (foto Regione Lombardia)
Dalla Lombardia, entro il 25 febbraio, arriverà una proposta indirizzata al Governo e al Parlamento, che tenga conto dell’opportunità “di tagliare drasticamente i costi, di aumentare l’efficienza, ma anche di garantire il governo del territorio”. Il presidente della Regione Roberto Formigoni sintetizza così l’esito dell’incontro con le Province a Palazzo Lombardia dedicato all’articolo 23 della legge 214, che prevede il taglio delle Province italiane. Dalla Lombardia “parte un invito al Governo e al Parlamento a rivedere sollecitamente questa legge”.
“L’articolo 23 della legge 214 – ha sintetizzato Formigoni – contiene un’impostazione del tutto frettolosa e scoordinata, non capace di tenere in considerazione la differenza tra le Regioni italiane, in particolare quella di una grande Regione come la Lombardia che, in questi anni, ha lavorato insieme alle Province, trasferendo molte competenze e funzioni già a partire dalla riforma Bassanini del 1997. Pare evidente che una legge nazionale non possa pretendere di regimentare nello stesso modo Province virtuose e non virtuose, Province piccole di piccole Regioni e Province medie di medie o grandi Regioni”.
La necessità assoluta di una semplificazione della Pubblica Amministrazione può e deve portare, per Formigoni, “a un efficientamento dei vari livelli di Governo e, in particolare, a un efficientamento e a una razionalizzazione delle Province e dei costi della Pubblica Amministrazione”. Studi interni a Regione Lombardia hanno evidenziato la possibilità di una “drastica riduzione del numero delle Province”, ma tutto questo deve essere fatto nella salvaguardia della “necessaria coesione territoriale di una Regione come Lombardia, con 10 milioni di abitanti”.
Il presidente della Provincia di Como e presidente dell’Unione delle Province lombarde, Leonardo Carioni ha evidenziato come le Province lombarde intendano lavorare con la Regione Lombardia per “uscire da questo empasse. Togliere le Province creerebbe un grande problema ai territori che esse rappresentano, ma anche alla stessa Regione”. Carioni parla di azione “incostituzionale” da parte del Governo, segnalando come a Como arriverà un commissario. Per Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, “siamo di fronte al pericolo di esautorazione del livello intermedio di Governo, che porterebbe a un aumento del costo della Pubblica Amministrazione”. Duro il giudizio anche di Ettore Pirovano (Bergamo) e Daniele Molgora (Brescia): se per il primo “eliminare le Province sarebbe come eliminare i bronchi”, per il secondo la strada dell’efficienza non passa attraverso l’abolizione delle Province lombarde.
Presenti all’incontro – presieduto da Formigoni e dall’assessore regionale al Bilancio, Finanze e Rapporti istituzionali Romano Colozzi – il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, quello del Consiglio della Provincia di Milano Bruno Dapei e i presidenti delle Province di Como, Brescia, Lodi, Monza e Brianza, Sondrio, Bergamo, Cremona, Mantova e Pavia, rispettivamente: Leonardo Carioni, Daniele Molgora, Pietro Foroni, Dario Allevi, Massimo Sertori, Ettore Pirovano, Massimiliano Salini, Alessandro Pastacci e Daniele Bosone. Presenti, per la Provincia di Lecco e quella di Varese, rispettivamente, l’assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca Carlo Signorelli e il vicepresidente Gianfranco Bottini. Ha partecipato al Tavolo anche il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida.
Com./KC
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