Nuove province di Lombardia, prosegue il caos
Anche la Regione Lombardia farà ricorso alla Corte costituzionale contro la legge di riordino delle province e delle loro funzioni. Intanto si susseguono le dichiarazioni e i pronunciamenti amministrativi per stare con questo o con quello. Ecco il punto della situazione.
LE CERTEZZE: il Consiglio delle autonomie locali (Cal) della Lombardia ha disegnato una prima bozza di riordino. Varese-Como-Lecco assieme. Monza salva con deroga. Entro il 23 ottobre, il Consiglio regionale dovrà decidere se confermare o cambiare questa proposta. In ogni caso dopo l’assemblea lombarda, l’ultima parola spetterà al Governo che, comunque, potrà stravolgere il tutto.
GLI ARRABBIATI: sicuramente Varese. Giovedì sera il Consiglio comunale della Città Giardino prenderà una sua posizione. Finora, a guidare la nave nel mare in tempesta è rimasto il solo Dario Galli, presidente della Provincia. Il battagliero leghista, però, è stato pressoché inascoltato, a testimoniare come la politica possa cambiare radicalmente in pochi mesi. Fino all’anno scorso il Varesotto esprimeva due ministri (Bossi e Maroni) fra i più potenti e influenti del Governo Berlusconi. Oggi, nonostante gli sforzi di alcuni amministratori locali (Galli in primis), Varese viene trattata come l’ultima ruota del carro.
I CONTENTI: finora a stappare champagne sono soprattutto Como e Monza. La città lariana ha avuto quello che voleva: l’accorpamento con Lecco e Varese la pone in pole position per ottenere il capoluogo. Monza ha ottenuto una deroga e quindi, almeno per ora, è salva. Difficile però che questa posizione venga mantenuta. Il problema è che l’unione a Nord provocherebbe le ire dei territori di fascia prealpina e quindi è probabile che la città dell’autodromo, alla fine, finisca fra le braccia di Milano.
LA NOVITA’: per ora la sorpresa più grande è arrivata da Busto Arsizio. Il Consiglio comunale della città rimasta sotto Varese dal 1927 a oggi, ha votato per andare nella Città Metropolitana e quindi con Milano. Piuttosto che rimanere senza autonomia e con Como, meglio sposare la metropoli. Stesso ragionamento fatto da Saronno. Non da Gallarate.
IL PIEMONTE: E il territorio insubrico-piemontese? Qui gli attriti sembrano meno forti, anche se non sono mancate le critiche. Alla fine il Cal ha partorito la mega provincia con Verbanio-Cusio-Ossola, Novara, Vercelli e Biella tutte assieme con capoluogo a Novara. “Il successo conseguito dalla soluzione di Quadrante – ha commentato il presidente della Provincia di Novara Diego Sozzani – non è la vittoria personale di nessuno, ma è la vittoria dei cittadini, perché sono convinto che questa soluzione possa assicurare più benefici ai cittadini, che meritano di essere bene amministrati. Una buona amministrazione che purtroppo la politica romana, a causa delle sue annose degenerazioni, è sempre meno capace di garantire”. Tra i delusi, c’è il presidente della Provincia di Vercelli Carlo Riva Vercellotti: “La decisione presa a forza oggi dal Cal – ha dichiarato – non vale nulla. Questa proposta violenta i territori, faremo ricorso al Tar e marceremo sulla Regione Piemonte per dire di no a questo progetto. Per anni le province di Biella e Vercelli hanno lavorato al progetto di una provincia accorpata, ed è emerso un largo consenso a questa ipotesi, pari ad oltre il 70% della cittadinanza, ma qui nessuno ha considerato questo lavoro politico sentito e ragionato. Se ne sono fregati andando avanti con la loro convinzione di creare il quadrante Novara-Vercelli-Biella e Vco, che non risponde alle reali necessità del territorio”.
Nicola Antonello
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