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Province “al taglio”

2 agosto 2012 – 11:34Nessun Commento

La Regio Insubrica verso una Provincia?

Taglio delle province, dopo la voce grossa del governo: “Le aboliamo quasi tutte”, il parlamento ha smontato il primo pezzo della ghigliottina della spending review. Ci risiamo: agli annunci di sforbiciata sulla spesa italiana fanno seguono azioni contrarie al principio. La commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento al decreto proposto dai relatori Paolo Giaretta (Pd) e Gilberto Pichetto Fratin (Pdl).

Il dimezzamento delle province è stato confermato, ma a cambiare sono le modalità: tutto verrà deciso dalle Regioni. E precisamente dai Cal, i Consigli delle autonomie locali. In Lombardia questo organismo è di 45 consiglieri e composto fra gli altri dai presidenti di ogni Provincia e dai presidenti dell’Unione province lombarde, oltre a diversi sindaci. Saranno loro a decidere il futuro degli enti provinciali. Non solo: vengono allungati i tempi per l’iter di riordino: 70 giorni e non 40 per i Cal, fino a 90 giorni per la trasmissione dei piani al governo e 60 invece di 20 dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto per il governo per adottare la legge di riordino. In più in mezzo c’è agosto. E così si finisce vicinissimo al termine di scadenza del governo Monti. E’ un po’ come dare all’agnello il potere di scegliere quando e in quale modo trascorrere la Pasqua.

Come procede intanto la discussione sull’idea mega provincia insubrica lanciata dal varesino Dario Galli? La proposta è stata raccolta positivamente da Marco Zacchera, sindaco di Verbania: “Certo – dice il primo cittadino – la legge così com’è non ci permette di passare alla Lombardia. Ma non dobbiamo per forza accettare passivamente tutto ciò che ci viene imposto”. A legare i territori c’è un’affinità che va ben oltre quella del lago: “Dare vita a un’unica Provincia del Lago Maggiore è per noi l’opzione più sensata. Con Varese abbiamo in comune tantissimi problemi, come quelli della navigazione e del turismo. Per noi sarebbe una grande opportunità, e la partita non è ancora chiusa”. Staccarsi dal Piemonte però sarà durissima. Cambiare Regione è già complicato per un Comune, figuriamoci per un’area molto più vasta. Si pensi al caso dei paesi veneti che volevano annettersi al Trentino Alto Adige. Era l’ottobre 2007 quando si tenne un referendum consultivo per chiedere che Cortina d’Ampezzo, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia fossero distaccati dal Veneto ed aggregati alla Provincia autonoma di Bolzano. Il referendum si è contraddistinto per la netta vittoria dei sì e per il superamento dei due quorum qualificati. Da allora il governo italiano non ha dato corso all’auspicato cambio di regione, tanto che ora i comuni interessati lo hanno citato presso la Corte di Giustizia europea per il mancato avvio della procedura prevista dalla Costituzione e dalla Legge sui referendum. Se in cinque anni Cortina non è riuscita a “scappare” dal Veneto perché dovrebbe farcela il Vco in poche settimane?

Nicola Antonello

 

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