Como, Varese, Lecco, VCO: province insubriche verso l’abolizione
Con chi andrà a nozze Varese? E con quali Province si accorperanno Como, Lecco o Sondrio. La risposta dovrà darla il Consiglio delle autonomie locali (CAL), chiamato a concretizzare il provvedimento deciso oggi dal governo di Roma. In base ai criteri approvati, i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati.
Le speculazioni sul nuovo assetto delle Province sono già iniziate. La riduzione da 3000 a 2500 kmq del del limite di superficie apre per esempio la possibilità di creare una nuova maxi-provincia Milano Nord, con la fusione di Como, Lecco e Monza. Per Varese si ipotizza l’accorpamento con Milano metropolitana, anche se storicamente ed economicamente ci sono territori della Provincia che con Milano hanno poco a che fare. Un’altra ipotesi per Varese è che una parte si unisca a Como, mentre le regioni vicine a Milano entrino nella Provincia metropolitana.
La proposta finale elaborata dai rappresentanti degli enti regionali sarà trasmessa da CAL e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all’effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura. Le nuove Province – si aggiunge nel comunicato – eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze finora esercitate dalle Province vengono invece devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto ‘Salva Italia’). La soppressione delle province che corrispondono alle Citta’ metropolitane – 10 in tutto, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze – avverrà contestualmente alla creazione di queste (entro il 1° gennaio 2014)”.
Il presidente dell’Unione delle Province italiane Giuseppe Castiglione ha affermato che con questa decisione “il Governo ha colto la nostra richiesta di riordinare le Province e non abolirne,… dando il via ad un processo di riforma istituzionale dal quale ci auguriamo esca una Italia più efficiente con una amministrazione più moderna. I parametri stabiliti consentono alle Province che nasceranno da questa riforma, di avere dimensioni tali da potere svolgere a pieno il loro ruolo di enti di governo di area vasta, a partire da istruzione ed edilizia scolastica”.
“La definizione delle nuove Province è il primo passo verso quella modernizzazione della pubblica amministrazione locale che ha visto gli amministratori provinciali in prima linea – ha commentato il vice presidente dell’UPI Antonio Saitta. „Un percorso che il Parlamento deve adesso completare assegnando alle Province le funzioni necessarie per svolgere a pieno il proprio ruolo di enti di governo di area vasta, a partire da istruzione ed edilizia scolastica”.
Saitta ha pure proposto una riflessione “sulla necessità di valutare l’accorpamento delle Regioni più piccole, quelle che hanno oggi un’estensione ed una popolazione inferiore alle nuove Province accorpate“.
Red.
Articoli correlati:
- Province insubriche al voto, il centrosinistra tenta l’en plein
- Province, commissariate pure Lecco, Vco e Novara
- Province: soddisfazione a Como, delusione a Varese
- Le nuove province: assieme Varese, Como e Lecco
- Riordino Province: Como non ci sta!
- Riordino Province: Varese, Como e Lecco riunite
- Riordino Province: lavori (agitati) in corso
- Siccità: danni per oltre 18 milioni di euro a Varese, Como e Lecco
- Lecco, Como e Varese: l’evasione fiscale è di casa
- Allarme siccità a Como e a Lecco














