L’estate non è mai stata così calda
La temperatura media globale sulla terra durante l’estate 2012 è stata la più elevata mai registrata prima con un valore di ben 1,03 gradi celsius superiore alla media. In Italia è stata la seconda estate più calda da 210 anni, con gravi conseguenze sulla produzione agricola.
Lo ha sottolineato l’associazione dei coltivatori italiani Coldiretti sulla base dell’analisi dei dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Lo studio evidenzia una accelerazione nei cambiamenti climatici in atto sulla terra con l’estate 2012 che sorpassa il precedente primato del 2010. Il record assoluto di quest’anno è la combinazione della seconda estate più calda (giugno-agosto) sulla terra nell’emisfero nord e della nona nell’emisfero sud.
Valori di temperatura eccezionali si sono registrati negli Stati Uniti ed in Canada, nei paesi del sud e dell’est Europa, in Kazakhistan e in Siberia dell’est. Sul piano ambientale secondo il NOAA gli effetti del clima si sono fatti sentire con lo scioglimento record dei ghiacciai, la cui superficie è calata del 38,46 %. La tendenza al surriscaldamento è evidente anche in Italia, dove l’estate si è classificata al secondo posto tra le piu’ calde da 210 anni facendo registrare un’anomalia di 2,32 gradi in piu’ rispetto alla media.
A preoccupare sul piano produttivo è stato invece il crollo record dei raccolti agricoli. La vendemmia non è mai stata così avara e la produzione mondiale di vino è scesa ai minimi da quando sono iniziate le rilevazioni con appena 256,1 milioni di ettolitri, il 6 per cento in meno rispetto allo scorso anno.
Il record negativo è stato fatto registrare in Francia, dove si stimano 44,1 milioni di ettolitri di vino con un calo medio del 14 per cento rispetto allo scorso anno, anche per effetto del crollo del 26 per cento per lo champagne mentre in Italia, a causa del caldo torrido e della siccità, il risultato della vendemmia è stimato pari a 40,5 milioni di ettolitri, in calo del 5 per cento. A rendere ancora piu’ negativo il quadro è la situazione in Spagna dove la produzione è stimata in 35 milioni di ettolitri (- 8,6 per cento) e contribuisce a peggiorare il bilancio nell’Unione Europea dove si prevedono appena 147,9 milioni di ettolitri (-10 per cento), un quantitativo mai registrato prima.
Non va meglio – continua la Coldiretti – per i raccolti di cereali la cui produzione mondiale, secondo le ultime previsioni della Fao, nel 2012 sarà intorno ai 2295 milioni di tonnellate, 52 milioni di tonnellate in meno, un calo del 2,2, rispetto al 2011. Questo ribasso riflette soprattutto la minore produzione di mais che si stima nel 2012 sarà di 864 milioni di tonnellate, 20 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2011 a causa della siccita’ nelle campagne che hanno colpito gli Stati Uniti, i Balcani e il Mar Nero, ma anche l’Europa dove la produzione stimata è di 58,1 milioni di tonnellate di mais per effetto del crollo in Italia (-30 per cento), Ungheria e Romania.
Il risultato è stato una forte instabilità dei prezzi della principali materie prime agricole che stanno provocando effetti sui mercati internazionali dove con i rincari si prospetta una ripresa dell’inflazione, ma è allarme anche per il commercio internazionale con il rischio di mancata consegna delle forniture con effetti drammatici sul piano della disponibilità di cibo nei paesi poveri e della sicurezza sociale in paesi come la Libia o l’Egitto dove si teme il ritorno della guerra del pane.
Red./Comunicato
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