Turismo ticinese: da 20 anni mai così in basso
Sarà che l’erba del vicino è sempre più verde, sarà stato il clima piovigginoso o l’apprezzamento del franco, ma la stagione turistica estiva del 2011 ha davvero toccato il fondo, registrando il record negativo degli ultimi 20 anni. Questo stando al primo dettagliato rapporto pubblicato oggi dall’Osservatorio del Turismo (O-Tur), relazionato all’Università della Svizzera italiana. Le cifre non perdonano, e annunciano perdite praticamente su tutti i fronti: dal numero dei pernottamenti, a quello degli arrivi, dal calo di impiegati nel settore alberghiero al numero di turisti sopraggiunti alle nostre latitudini.
Il turismo ticinese sembra persino incapace di rilanciarsi e di trattenere visitatori “storici”: emblematico, in questo senso, il crollo del mercato tedesco, “quantificabile in una riduzione del 57% nelle ultime venti stagioni estive”, dai 610′331 pernottamenti del 1992 ai 346′561 del 2011. La cifra è preoccupante, poiché i tedeschi rappresentano il bacino di turisti stranieri più cospicuo (con il 15.8% di pernottamenti nel 2011), seguiti dagli italiani (5.6%), Paesi Bassi (2.6%) e Francia (1.8%). Di minor percentuale l’affluenza dagli Stati Uniti, pure dimezzata negli ultimi dieci anni.
Il turismo ticinese, insomma, è un turismo prevalentemente autoctono, dato che richiama principalmente visitatori provenienti da altri cantoni della Svizzera: nel 2011, infatti, il 58.8% dei turisti giunti in Ticino erano compatrioti elvetici. Pensare ad un turismo ticinese di matrice internazionale risulta per ora precoce, sebbene sia interessante la crescita di mercati attualmente marginali, quali quello asiatico (sestuplicato dal 2000 ad oggi), russo (+165%) e indiano (+90%): la crescita denotata, comunque, “non è chiaramente sufficiente a ritenere che questi diventino presto mercati di riferimento per il turismo Ticinese”.
All’interno di questo trend votato al ribasso, la regione di Lugano è quella che ne è uscita maggiormente provata: un calo sostanziale ha visto ridursi le presenze di turisti del 38.6% dal 1992 (quando i pernottamenti avevano superato la soglia del milione!) al 2011. Duro colpo anche per Lago Maggiore e Valli circostanti, che nell’ultima decade perde il 17.1%.
Per capire come abbia avuto luogo tale deflazione turistica bisogna parlare di concause: hanno influito il franco forte, le condizioni meteorologiche non impeccabili, ma anche l’aumento dei prezzi di camere e servizi d’albergo, pur se in misura minore rispetto alla media dell’Unione Europea e dell’area Euro.
Loris Trotti
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