Profondo rosso per il turismo ticinese
Si acutizzano i problemi del settore turistico ticinese in tutte le zone turistiche del cantone. I bruschi rialzi del franco nei confronti delle valute estere dei mesi estivi hanno fortemente influenzato la dinamica negativa settoriale caratterizzata dalle ripetute flessioni della domanda, del volume di attività e della cifra d’affari. All’orizzonte nessuna inversione di tendenza, anzi, secondo le previsioni degli operatori l’evoluzione congiunturale nel turismo ticinese dovrebbe ulteriormente peggiorare. E ciò in un momento dove anche amminsitrativamente e organizzativamente il Ticino turistico ha numerosi problemi.
“In Ticino si registrano risultati al di sotto della media nazionale e considerando inoltre la nostra particolare situazione di zona di frontiera, lo scenario risulta essere preoccupante come confermato dai dati dell’inchiesta del KOF -afferma Tiziano Gagliardi , attuale Direttore di Ticino Turismo- Il futuro non si annuncia purtroppo migliore, né per la Svizzera né per il nostro Cantone, e le ultime previsioni pubblicate in ottobre dalla Segreteria di Stato all’economia parlano di una ripresa del settore turistico soltanto a partire dal 2013.”
Nel corso del terzo trimestre dell’anno la situazione del settore turistico ticinese riproduce un quadro fortemente negativo. A deprimere ancor più una situazione già da tempo critica intervengono, proprio durante la stagione estiva, gli energici e continui apprezzamenti del franco svizzero nei confronti delle valute estere. Cala ulteriormente la domanda infierendo sui volumi di attività, rispetto ai quali due terzi degli operatori interpellati lamentano una riduzione (al cospetto del 18% che segnala un aumento).
La fase congiunturale decisamente critica non risparmia nessuna delle zone turistiche cantonali. Sul Ceresio, sul Verbano e nelle cosiddette altre zone la sinfonia è la stessa: continui cali del volume di attività, del fatturato e dell’organico, quest’ultimo giudicato in eccesso. La dotazione infrastrutturale è valutata complessivamente adeguata nelle altre zone mentre è ritenuta in eccesso nelle regioni del Ceresio e del Verbano.
“Le prospettive espresse dagli esercenti delle tre zone turistiche indicano per i prossimi tre mesi ulteriori cali della domanda, dei volumi di attività e dell’impiego; a sei mesi un andamento degli affari ancora negativo. Nel corso del terzo trimestre del 2011 la statistica della ricettività turistica dell’Ufficio federale di statistica segna, rispetto allo scorso anno, una diminuzione delle presenze turistiche alberghiere in Ticino, sia per quanto concerne gli arrivi (-8%) che per quanto concerne i pernottamenti (-8%). Tendenza negativa che si riscontra purtroppo in tutte le regioni del Cantone. La forza del franco svizzero rispetto all’euro provoca una riduzione ancora più marcata della clientela straniera (-14%) rispetto a quella nazionale (-4%),” conclude Gagliardi.
Com./KC
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