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Sondalo: profondo rosso nei conti della Parrocchia!

13 ottobre 2011 – 12:46Nessun Commento

foto cc Franco Folini

Don Gianni Sala Peup, anziano parroco di Sondalo (Sondrio) si ritira, va in pensione e lascia alla Parrocchia un buco di 1,5 milioni di euro. Lo annuncia lui stesso sull’ultimo numero del bollettino “Voce sondalese”. Sconcerto nel comune della Valtellina noto per quello che fu il sanatorio Morelli, all’avanguardia nella lotta alla Tbc.

La notizia, riferita da Il Giorno, fa quasi sorridere per il candore con la quale il parroco pensionato la confessa ai suoi fedeli. Soprattutto perchè il Comune, solo poche settimane fa, ha donato a don Gianni un quadro in ringraziamento di quanto fatto durante la sua presenza in Parrocchia. Sembrerebbe quasi una beffa, se però, il fatto non fosse vero e corroborato da quanto don Sala Peup scrive di suo pugno nel numero 4 del bollettino parrocchiale “Voce sondalese”.

“Mi ritiro a Mondadizza – scrive don Gianni – così non sono nè troppo vicino, nè troppo lontano. Non dovrei dar fastidio più di tanto e nello stesso tempo, qualora vi fosse bisogno, potrei dare una mano” e aggiunge che, insomma, gli “rincresce anche lasciare al nuovo parroco un mucchio di debiti, spero che voi lo aiuterete. Più presto voi lo solleverete da questi fastidi e più volentieri lui si dedicherà al ministero più strettamente pastorale”. I fastidi nei quali lascia i sondalesi non sono quisquilie, in effetti.

“Al 31 luglio la parrocchia era in rosso per un importo di un milione e 500mila euro: 345mila sono il debito presso le 2 banche locali; 677mila l’importo del mutuo acceso per la realizzazione della palestra, il resto (595mila) lo dobbiamo alle imprese e ai fornitori. La cosa che mi preoccupa di più sono i 677mila da restituire in 10 anni in 2 rate semestrali di importo pari a 33.687. Quando arriva il momento della scadenza rateale non è facile mettere insieme 34mila euro, però con un po’ di acrobazie ci si può riuscire. S’è anche studiato un piano d’ammortamento, però è ancora da concordare sia con la Curia che con le banche”. Intanto, in attesa delle acrobazie, i conti sono in rosso, un bel profondo rosso!

Red.

 

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