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Renzi, l’Insubria si tinge di “rosso”. E ora è assalto alle Province

27 maggio 2014 – 11:09Nessun Commento

L’Italia si tinge di rosso e anche in Insubria e nel Nord Italia, dove negli ultimi vent’anni l’asse Berlusconi-Bossi aveva fatto mambassa, stavolta il centrodestra è stato spazzato via da Matteo Renzi. Già perché ricondurre la vittoria al Partito democratico sarebbe riduttivo: basti paragonare i dati del 2013 e del 2014: quando Renzi non c’era il Pd arrancava. Ora sotto la guida del rottamatore si vola.

Il traino-Renzi è proseguito anche durante lo scrutinio delle elezioni locali. Alle Regionali del Piemonte, dove tradizionalmente il centrosinistra ha vinto spesso e volentieri, la vittoria di Sergio Chiamparino è stata netta: 47% contro il 22% degli inseguitori del centrodestra, guidati da Gilberto Pichetto Fratin. Subito dietro col 21% il Movimento 5 Stelle (candidato Davide Bono) che qui ha ottenuto uno dei migliori risultati della storia in un’elezione territoriale.

Ma lo tsunami Renzi è proseguito anche nei Comuni: la città più importante chiamata alle urne era Verbania. Qui il Pd sarà costretto al ballottaggio che però sembra una formalità visto che Silvia Marchionni parte dal 46,9% del primo turno contro il 17,5% dell’avversaria di centrodestra, Cristina Mirella. Ballottaggio anche a Galliate (Novara): qui Lega Nord e Forza Italia sono in vantaggio ma il margine sul centrosinistra è più risicato: Davide Ferrari è al 48,3%, Laura Meda al 40%: tutto è da giocare. A Cardano al Campo (Varese) vittoria al fotofinish di Angelo Bellora, l’erede di Laura Prati, la sindaca uccisa l’anno scorso in un agguato.

Nel Comasco la città dove tutti guardavano era Mariano Comense: fra due settimane si tornerà a votare nel testa a testa fra l’esponente del Giovanni Marchisio (42,4%) e quello dello schieramento opposto Andrea Ballabio (18,9%). Infine a Merate (Lecco) ha vinto Andrea Massironi e a Casatenovo il municipio sarà guidato da Filippo Galbiati.

Insomma, in moltissime realtà, laddove il centrosinistra non ha litigato e si è presentato compatto si è sfruttata l’occasione per portare a casa la guida dei municipi. Un dato che vale doppio: fra un mese infatti si rinnoveranno i Consigli delle Province e si designeranno i presidenti. Già perché Renzi non le ha abolite, le ha svuotate del turno elettorale ma l’ente, per ora, rimarrà. Gli organi direttivi saranno eletti dai sindaci del territorio. Ecco perché la “marea rossa” del Pd potrebbe cambiare, dopo tanti anni, gli equilibri politici dell’Insubria.

Nicola Antonello

 

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