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Pramac vittima delle discriminazioni italiane nel fotovoltaico?

22 aprile 2012 – 08:112 Commenti

La ditta Pramac a Riazzino (TI) (foto Pramac)

L’esclusione delle ditte svizzere dagli incentivi introdotti dal governo di Roma per l’acquisto di impianti fotovoltaici rappresenta una “ingiustificata discriminazione” e una “violazione dei rapporti di libero scambio”. Lo afferma il parlamentare ticinese Luca Pagani in una interrogazione inoltrata al Governo di Bellinzona.

Il cosiddetto “scudo solare” – il decreto con cui l’Italia cerca di contrastare l’importazione di pannello solari a buon mercato dalla Cina – colpisce duramente anche i produttori di pannelli solari svizzeri, esclusi dagli incentivi italiani, di cui possono approfittare solo i produttori del mercato comunitario.

Il decreto adottato dall’Italia poco meno di un’anno fa mette in grande difficoltà le ditte svizzere che esportano sul mercato italiano. In seguito a questa situazione il deputato del Partito popolare democratico (PPD) chiede se il Consiglio di stato sia intervenuto nei confronti dei governi dei due paesi “affinché questa discriminazione abbia a cessare al più presto”, e  di “quali informazioni aggiornate dispone il Consiglio di stato in particolare per quanto riguarda la durata, rispettivamente il rinnovo del decreto”.

Il provvedimento italiano è una delle cause delle difficoltà in cui si trova la ditta Pramac di Riazzino, che nei giorni scorsi ha chiesto la moratoria concordataria. La maggiore produttrice di pannelli fotovoltaici in Svizzera, che ha iniziato l’attività tre anni fa grazie anche ad un finanziamento pubblico di 5 milioni, sta infatti rischiando il fallimento. Le difficoltà sono dovute anche a problemi di liquidità della casa madre domiciliata a Siena.

Red.

 

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  • 5 sensi varese

2 Commenti »

  • Rezzonico N. scrive:

    L’Azienda è in Svizzera
    L’Azienda NON è in Europa
    ed allora che vogliono????????????????????????

  • stoone scrive:

    L’azienda è italiana e ci lavorano molti italiani e le tasse prelevate alla fonte vengono stornate ai comuni italiani

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