Raddoppiate le infrazioni da parte di ditte italiane
Quasi raddoppiato in Ticino il numero delle imprese italiane attive nell’edilizia che non hanno notificato all’autorità cantonale la loro presenza. Per queste irregolarità nel 2009 l’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro ha inflitto multe per 120′00 mila franchi.
Lo hanno reso noto a Bellinzona i responsabili dell’Associazione interprofessionale di controllo (AIC) in occasione dell’Assemblea generale dell’associazione. L’AIC, creata nell’ambito delle misure di accompagnamento agli Accordi bilaterali sottoscritti dalla Svizzera con l’Europa, ha il compito di verificare che i lavoratori provenienti dall’estero nell’ambito della libera circolazione delle persone siano in regola con la legge svizzera e i contratti collettivi di lavoro. Gli ispettori dell’AIC operano prevalentemente sul terreno con sopralluoghi senza preavviso sui cantieri per verificare se le presenze estere sono regolarmente annunciate.
Renzo Ambrosetti, il presidente dell’AIC, si è detto preoccupato per l’aumento delle infrazioni, soprattutto perché non si tratta di ignoranza delle regole del gioco, ma di “arroganza e menfreghismo”. In aumento anche i casi dei falsi indipendenti. Si attende in merito da Berna una direttiva più chiara per agire contro questi tentativi di aggirare le prescrizioni degli accordi sulla libera circolazione delle persone.
Il segretario dell’AIC e direttore della società degli impresari costruttori SSIC Edo Bobbià ha messo in relazione l’aumento delle infrazioni con la difficile situazione congiunturale, che ha spinto molto artigiani e imprenditori italiani ad affacciarsi sul mercato ticinese. Bobbià si è detto fiducioso riguardo alla possibilità di contenere il fenomeno, sottolineando l’importanza della collaborazione fra imprese, Stato e sindacati. E in futuro si vuole potenziare la collaborazione anche con polizia, guardie di confine e Suva.
Red.
Articoli correlati:
- È caccia alle ditte che vogliono lasciare la Svizzera
- Richiedenti l’asilo: 6′600 infrazioni commesse in Svizzera nel 2013
- Carovana della libertà: ecco l’elenco delle possibili infrazioni
- Ditte italiane all’assalto dell’edilizia in Ticino
- Dumping: ditte appaltatrici corresponsabili
- Berna non ha apprezzato le esternazioni italiane
- Abolite le misure discriminatorie per le ditte svizzere
- Bruxelles interviene contro la discriminazione delle ditte svizzere da parte dell’Italia
- Cauzione obbligatoria per le ditte estere che lavorano in Svizzera
- Edilizia: aumentano le ditte estere in Ticino.













