Abolite le misure discriminatorie per le ditte svizzere
Le misure italiane che prevedevano una richiesta di autorizzazione per le ditte svizzere desiderose di partecipare ad appalti pubblici in Italia sono state abrogate. Contro il provvedimento, che discriminava le ditte svizzere e contravveniva agli accordi bilaterali, era intervenuta anche l’Unione europea (Ue).
Il Consiglio federale accoglie con soddisfazione la decisione. Il provvedimento nel settore degli appalti pubblici è stato adottato dall’Italia nell’estate del 2010. Secondo tale misura, i fornitori di prestazioni di determinati paesi, fra cui la Svizzera, dovevano richiedere un’autorizzazione presso il Ministero delle finanze italiano per partecipare agli appalti pubblici italiani.
Solo in tal modo era loro consentito di partecipare al concorso. Secondo i trattati bilaterali, le ditte svizzere devono venir trattate alla stregua di quelle dei paesi dell’Ue. Questa misura nei confronti del nostro Paese è stata ora abrogata, come confermato oggi alla Svizzera dalle autorità italiane.
Il Consiglio federale esprime la propria soddisfazione per la revoca dell’obbligo di autorizzazione da parte dell’Italia. In tal modo essa ottempera ai propri obblighi internazionali che scaturiscono dall’accordo OMC sugli appalti pubblici nonché dagli accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE sugli appalti pubblici.
Red./Comunicato
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