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Ditte svizzere: stranieri ai posti di comando

30 luglio 2012 – 08:53Nessun Commento

Il quartier generale della Nestlé a Vevey (VD) (foto cc pandrcutts)

I manager alla testa dei maggiori gruppi industriali e finanziari svizzeri sono in maggioranza stranieri. Fra le 50 maggiori ditte svizzere, si contano ancora 21 top manager svizzeri. Gli altri 29 sono stati reclutati all’estero.

Lo rileva uno studio dell’agenzia per la selezione del personale Hitchmann, di Zurigo. In effetti se si confrontano i rapporti d’esercizio delle maggiori ditte svizzere degli ultimi anni, ci si accorge che la lista dei manager stranieri si allunga ogni anno di più. Complessivamente il 35% degli amministratori di società svizzere è di nazionalità estera: la maggioranza è tedesca, seguono gli americani e i francesi.

Qualche esempio: l’amministratore delegato della multinazionale dell’alimentare Nestlé è il belga Paul Bulcke, il colosso farmaceutico Roche è diretto dall’austriaco Sewerin Schwab; alla testa della Novartis lo svizzero Vasella ha lasciato il posto all’americano Joe Jimenez, il gruppo ABB è guidato dall’americano Joseph Hogan, il Credit Suisse dal suo compatriota Brady Dougan. Perfino la Swisscom è gestita da uno straniero, il tedesco Carsten Schloter.

Competenza e soprattutto esperienza, osservano gli estensori dello studio, sono ormai diventati i fattori determinanti nel reclutamento del personale dirigente. Il passaporto rossocrociato ha ormai un valore secondario, anche perché l’alto numero di multinazionali svizzere in rapporto alla popolazione rende difficile trovare in Svizzera un numero sufficiente di candidati con le necessarie qualifiche.

Secondo gli specialisti, il contributo che i manager stranieri danno alla competivitià dell’economia svizzera è importante e contribuisce anche ad aumentare le chances sul mercato dei dipendenti svizzeri, che si trovano a lavorare in un contesto multinazionale.

Infatti ci sono anche parecchi svizzeri alla testa di ditte straniere. Basti pensare a Joe Ackerman, che ha lasciato da poco la direzione della Deutsche Bank, o alla carriera di Sergio Ermotti, che dopo esser arrivato vicino ai vertici della banca italiana UniCredit è ora CEO dell’Unione di banche svizzere.

Red.

 

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