Funghi: in Italia ci vuole il “tesserino”
Raccogliere funghi in Svizzera conviene. È vero, ci sono norme da rispettare, e controlli spesso severi. Ma almeno non costa nulla. In Italia, in quasi tutte le regioni, bisogna procurarsi un tesserino acquistabile ad un prezzo che per i non residenti varia dai € 24 a € 50. Vale tutto l’anno, ma per ammortizzarlo bisogna già essere piuttosto bravi. Nelle località turistiche è possibile comperare anche una tessera giornaliera.
In Piemonte e nella provincia di Como il tesserino è obbligatorio praticamente in tutti i comuni. Oltre al tesserino bisogna portare con sè anche un documento. Il regolamento per la provincia di Verbano-Cusio-Ossola si trova sul sito della Provincia. Per la regione di Como bisogna consultare i siti delle comunità montane (la Valsolda e la Val Cavargna rientrano nella Comunità montana Alto Lario Occidentale). Regole simili vigono in Valtellina.
Nella Provincia di Varese (vedi settore Agricoltura e Gestione faunistica) ci sono delle zone in cui la ricerca è libera (come in Svizzera), per esempio Valcuvia e Valceresio (con l’eccezione della zona di Cuasso al Monte, dove i non residenti devono versare € 25,82 al comune e portare con sè la ricevuta del pagamento postale, che vale come tesserino). In Valganna e a Marchirolo i non residenti devono versare € 24, nel luinese € 26. I residenti non pagano nulla. In alcune zone (p. es. Parco del Ticino) per ottenere il tesserino è necessario seguire un corso di micologia.
Una volta in possesso di questa “patente”, il cercatore di funghi può mettersi all’opera. La fase operativa è regolamentata in modo omogeneo in tutti i comuni dalle Leggi regionali. In Lombardia e in Piemonte è permesso cercare funghi solo manualmente dall’alba al tramonto (come d’altronde anche nei cantoni svizzeri), raccogliendo al massimo 3 chilogrammi per persona (come in Ticino; attenzione: nei Grigioni si possono raccogliere solo 2 kg). Da evitare, naturalmente, le zone protette.
Più restrittive le norme della Provincia di Bolzano dove i non residenti devono versare un diritto di raccolta del prezzo di € 8 al giorno, e devono anche avere una perfetta conoscenza del territorio in cui si avventurano: è infatti permesso raccogliere, solo nei giorni pari, al massimo 2 kg sul territorio del comune di cui si ha il tesserino. C’è solo da sperare che nella provincia di Bolzano i confini dei comuni siano segnati in modo chiaro e visibile anche nei boschi. Per i trasgressori sono previste multe piuttosto salate.
Le leggi regionali contemplano pure prescrizioni riguardanti la salvaguardia dell’ambiente naturale, e altre che rivelano preoccupazione per la salute del raccoglitore: è proibito per esempio raccogliere funghi marci, e conservare il raccolto in sacchetti di plastica. È proibito anche raccogliere l’amanita cesarea allo stadio di ovulo: probabilmente per tutelare questo fungo minacciato di estinsione, ma anche per evitare incidenti dovuti alla confusione con altre amanite tutt’altro che commestibili.
In caso di dubbi sulla commestibilità o meno dei funghi trovati, conviene rivolgersi agli ispettorati micologici istituiti presso le Aziende sanitarie locali. Si tratta di centri di controllo pubblici, che hanno il compito di certificare la commestibilità dei funghi destinati alla vendita, ma possono essere interpellati anche dai privati.
Mario Besani
Ispettorati micologici
Raccolta funghi in Svizzera: giorni e orari
Raccolta funghi nei Grigioni: carta con le zone di protezione (verdi e brune) dove la raccolta è proibita
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