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Funghi: più importanti periodi di riposo che limiti di raccolta

29 luglio 2011 – 08:30Nessun Commento

Ricercati e protetti (foto cc nociveglia)

Regolamenti, limitazioni quantitative, periodi di riposo, zone protette: la raccolta dei funghi è disciplinata da una miriade di regole. Ma sono proprio necessarie?

Lo abbiamo chiesto a Neria Römer, responsabile del settore micologia del Museo cantonale di storia naturale di Lugano, Istituto che svolge un importante lavoro di documentazione e di monitoraggio della fauna e della flora del canton Ticino.

Finora l’estate, con disappunto dei turisti, è stata umida e fresca. Ma i funghi come la giudicherebbero?

Questa umidità è molto favorevole alla crescita dei funghi. Infatti già da maggio si vedono parecchi funghi. Per quel che riguarda la temperatura, alle nostre altitudini non rappresenta un problema. I frutti sono fatti quasi tutti di acqua, quindi affinché si sviluppino è soprattutto importante che ci sia un sufficiente quantitativo di acqua nel terreno. Naturalmente per i funghi della zona alpina, la situazione cambia: al momento è troppo freddo, c’è il problema della neve e del gelo quindi la stagione inizierà più tardi, sempre che ce ne sia il tempo.

Quali sono le maggiori minacce per il patrimonio micologico?

Sono soprattutto quei fattori che portano ad una distruzione dell’ambiente di crescita. Il principale è l’inquinamento, per esempio l’apporto di sostanze azotate attraverso i fertilizzanti provenienti dall’agricoltura, o la realizzazione di costruzioni, interventi forestali, ecc.

Neria Roemer, Museo di storia naturale, Lugano

E il cambiamenti climatici che suscitano tanta preoccupazione, che effetto hanno sulla crescita dei funghi?

Sul tema è appena stato pubblicato uno studio effettuato in una riserva micologica del canton Friborgo, dove è stato monitorato l’evoluzione del patrimonio micologico per più di 30 anni. Risulta che negli ultimi anni, grazie all’aumento della temperatura e dell’umidità, la quantità di funghi è aumentata. La stagione si è spostata un po’ di più verso l’autunno (quando l’estate è particolarmente calda e secca), ma per il resto i funghi sembrano apprezzare il riscaldamento climatico. Almeno così sembra. Ci sono però delle specie legate ad habitat particolari che sono in pericolo. In Svizzera ci sono 12 specie che sono protette a livello federale.

Fortunatamente il boleto non fa parte di queste…

Il boleto edulis, quello più popolare fra i cercatori di funghi, non è una specie in pericolo. Cresce dappertutto, non è legato ad un particolare habitat. Però c’è una varietà di boleto (Suillus plorans), legata al pino cembro, che si trova ad esempio al Lucomagno, che non si può più raccogliere. Al Lucomagno se ne trovano ancora tanti, ma l’abbondanza è molto localizzata, e legata alla presenza del pino cembro.

Perché è importante proteggere i funghi?

I funghi svolgono un ruolo molto importante: se non ci fossero i funghi non ci sarebbero nemmeno le piante, e viceversa. Senza i funghi nei boschi ci sarebbe un accumulo di sostanze organiche – piante, rami, aghi secchi – che solo i funghi riescono a decomporre. Sostanze molto complesse, come la cellulosa o la lignina vengono scomposte in molecole più piccole dai funghi, e poi arrivano i batteri e gli insetti che completano l’opera.

Da diversi anni sono in vigore un po’ dappertutto limiti di raccolta e altre misure per tutelare il patrimonio micologico. Qual’è il bilancio di queste misure?

Bisogna innanzitutto precisare che quando si raccolgono funghi, in verità si raccolgono i frutti del fungo. Quello che vediamo e che raccogliamo sono i corpi fruttiferi, mentre il fungo vero e proprio rimane nel terreno. Proprio per verificare se la raccolta e il sistema di raccolta (taglio o estirpazione) influiscono sul numero di corpi fruttiferi prodotti e sulla diversità di specie, sempre nella riserva di Friborgo è stato eseguito un monitoraggio sul lungo periodo: è stato accertato che né la raccolta in sè, né il sistema di raccolta influisce sulla crescita dei funghi.

Per contro, il calpestamento del terreno che si riscontra in territori particolarmente battuti per la ricerca dei miceti, ha un effetto negativo. Il limite quantitativo quindi non ha un fondamento scientifico, a meno che non sia specie specifico (3kg di porcini, 1 kg di gallinacci o spugnole ad es.). Più importante per salvaguardare i funghi sarebbe l’introduzione di periodi di riposo, in cui la raccolta è proibita, come per esempio si fa nel canton Grigioni. Questo per permettere al micelio nel terreno (il fungo vero e proprio) di rigenerarsi e alle specie con ciclo biologico più lento di produrre le spore. In generale il periodo di riposo è utile per la protezione della natura in generale.

Ma allora il limite quantitativo non si giustifica…

Se il provvedimento avesse lo scopo di tutelare la salute dei funghi, bisognerebbe specificare una quantità diversa per ogni specie, in quanto le caratteristiche dei diversi funghi sono diverse – un chilo di porcini non è confrontabile con un chilo di gallinacci, per esempio. Non solo un chilo di gallinacci si compone di un maggior numero di esemplari, ma i gallinacci andrebbero lasciati più a lungo nel terreno perché hanno bisogno di più tempo per produrre le spore. Non tutte le specie sono uguali.

La collezione dei Museo di storia naturale di Lugano

Le restrizioni hanno però anche lo scopo di tutelare l’habitat naturale dei funghi…

Esatto, e questo è molto importante. Se si verifica una invasione dei boschi da parte di cercatori di funghi le caratteristiche del terreno vengono compromesse, il terreno viene compresso, rovinato, e questo ha un influsso negativo sulla crescita dei funghi. Questi danni però sono reversibili. Se si lascia riposare il bosco ad esempio per una decina di giorni, il micelio nel terreno può ancora fruttificare, e producendo i frutti si da tempo al fungo anche di liberare le spore per garantire la sopravvivenza della specie. Per questo un periodo di divieto di raccolta è auspicabile.

In Ticino non ci sono periodi di divieto…

No. Un tempo era proibito raccogliere dal 7 al 13 settembre , in concomitanza con l’inizio della caccia alta. Ma la proibizione aveva soprattutto lo scopo di accontentare i cacciatori che non volevano trovarsi fra i piedi cercatori di funghi che spaventassero la selvaggina; non aveva nulla a che fare con la protezione dei funghi, perché una settimana all’anno non serve a nulla. Poi la proibizione è stata tolta e attualmente in Ticino non sono previsti periodi di riposo.

E qual’è lo scopo delle zone di protezione?

Nelle zone di protezione non è permessa la raccolta. In generale ha più senso proteggere determinati habitat particolari che non mettere limiti di raccolta. Per questo dove è accertata la presenza di specie sensibili e degne di protezione, si preferisce bandire completamente la raccolta. In Ticino c’è una zona protetta a Malvaglia, dove ci sono molte specie interessanti.

Intervista di Michele Andreoli

 

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