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Arriva la stagione dei funghi

14 luglio 2012 – 07:15Nessun Commento

Re Porcino (foto cc Eleonora Antonelli)

I fungiatt più esperti sono già all’opera da qualche tempo. Ma per la maggior parte degli appassionati di funghi, la stagione del raccolto sta per cominciare solo ora. I boschi del Ticino e della Lombardia si preparano alla fioritura dei deliziosi miceti, e i fungiatt non vedono l’ora di lanciarsi alla loro ricerca.

È quindi anche il momento di rinfrescarci la memoria sulle prescrizioni e sui regolamenti che bisogna rispettare per non andare incontro a problemi. Mentre i funghi non si curano delle frontiere, i regolamenti invece cambiano di luogo in luogo.

Ricordiamo per cominciare le prescrizioni in vigore nel Canton Ticino, territorio molto apprezzato anche dai cercatori di funghi lombardi perché la raccolta non è sottoposta a nessuna tassa, come invece è il caso nella maggior parte dei Comuni lombardi. Si può inoltre avventurarsi nella raccolta senza conoscere i confini dei diversi comuni, perché non esistono prescrizioni comunali. Attenti però ai limiti di raccolta e ai periodi di protezione.

In Ticino si possono raccogliere giornalmente 3 kg di funghi per persona dalle 7.00 alle 20.00. La raccolta organizzata a scopo di lucro, e la distruzione intenzionale delle specie non oggetto di raccolta è vietata, come pure la raccolta dei funghi protetti dall’Ordinanza federale sulla protezione della natura e dal Regolamento cantonale sulla protezione della flora, della fauna e dei funghi.

I controlli sono di competenza del del personale forestale, dei guardiacaccia e guardiapesca, delle polizie cantonali e comunali e delle guardie della natura, che possono sequestrare il raccolto. Chi contravviene ai regolamenti è punibile con una multa massima fino a fr. 10′000.

Nel canton Grigioni il limite di raccolta è di 2 kg. Per i primi 10 giorni del mese è inoltre assolutamente vietato raccogliere funghi. Attenti infine alle zone protette, dove la raccolta di miceti è assolutamente vietata. Sul sito dell’Associazione svizzera degli organi ufficiali di controllo funghi si trova un riassunto delle diverse prescrizioni sulla raccolta funghi in vigore in Svizzera.

Tutti i Comuni della Lombardia sottostanno al regolamento della Regione Lombardia (scarica), che statuisce un limite massimo per la raccolta di 3 kg, e permette il raccolto, esclusivamente manuale, dall’alba al tramonto. Le autorità locali sono però autorizzate a emanare ulteriori norme, e molti comuni ne approfittano per condizionale il permesso di raccolta al pagamento di una tassa, in cambio della quale si riceve un tesserino da mostrare in caso di controlli. Spesso sono le Comunità montane a concedere un permesso valido per tutti i comuni che vi fanno parte. In genere la giornaliera costa 5 euro. Il problema è capire come e dove procurarsela. In certi casi ci si può rivolgere a un ristorante, o addirittura ordinarla per posta.

Nella provincia di Varese sono in vigore diverse regolamentazioni. Sul territorio della Comunità montana del Piambello e di quella delle Valli del Verbano (che comprendono i comuni varesini al confine con il Canton Ticino), in genere la raccolta è libera per i residenti, ma soggetta a una tassa (stagionale 30 euro) per i non residenti. Per ottenere il tesserino bisogna rivolgersi alle Comunità montane, e il permesso è valido per tutti i comuni che ne fanno parte. Nei parchi naturali RTO (Rile, Tenore, Olona) e Parco del Ticino, la raccolta è libera, mentre nel Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate per ottenere il tesserino è necessario anche seguire un corso di micologia.

Nella provincia di Como per capire se, dove e quanto costa procurarsi il tesserino è meglio consultare i siti delle diverse Comunità montane. In certi casi ogni comune ha il suo regolamento, e se non si è del posto si rischia una multa anche solo per non aver saputo riconoscere i confini del territorio comunale. Il regolamento della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio distingue fra residenti e non residenti con proprietà, e non residenti. Questi ultimi per un tesserino giornaliero pagano 5 euro.

Lo stesso principio vale in provincia di Lecco. Le istanze che rilasciano il tesserino in certi casi prevedono che si possa versare la tassa sul conto corrente bancario, e che la ricevuta valga come tessera. Ma non è sempre così, quindi se non si è residenti, è meglio informarsi prima.

Nella provincia di Sondrio si presentano le situazioni più diverse. Nella maggior parte dei comuni della Bassa Valtellina per l’autorizzazione stagionale viene richiesta una tassa di 55 euro; per quella giornaliera 5 euro. In Val Gerola tre comuni sono riusciti a mettersi d’accordo su di un permesso comune: si tratta di Gerola Alta, Rasura e Pedesina (scarica il regolamento). Il permesso costa 30 euro a stagione, e 5 euro per un giorno.

Più favorevole ai fungiatt la situazione in Alta Valtellina, dove la raccolta deve intendersi quindi libera ad eccezione delle aree inserite nel Parco Nazionale dello Stelvio e nella Riserva Naturale del Paluaccio di Oga. Restano naturalmente in vigore e devono essere rispettate le norme indicate nella legge della Regione Lombardia.

La Provincia Verbano-Cusio-Ossola ha un regolamento raccolta funghi che vale in tutta la provincia. È molto dettagliato e corredato da diverse informazioni utili, comprese alcune ricette per chi dovesse imbattersi in qualche fungo commestibile senza saperlo cucinare. Prima di mettersi alla ricerca, bisogna procurarsi una autorizzazione che costa 30 euro. Per i residenti è prevista una riduzione del 50%.

In caso di dubbi sulla commestibilità o meno dei funghi trovati, in Italia ci si può rivolgere agli ispettorati micologici istituiti presso le Aziende sanitarie locali. Si tratta di centri di controllo pubblici, che hanno il compito di certificare la commestibilità dei funghi destinati alla vendita, ma possono essere interpellati anche dai privati. In Svizzera esiste una rete di controllori di funghi certificati a cui è consigliabile rivolgersi prima di cucinare un fungo che non si conosce.

Gli appassionati di funghi sono purtroppo spesso vittime di incidenti, anche mortali. Importante quindi informare sempre qualcuno sulla zona in cui ci si reca, calzare scarpe e vestiti idonei, munirsi di cartine e di una bussola, e non dimenticare il cellulare. E poi c’è la cosa più difficile: ves bon da turnà indrè. Cioè rinunciare a proseguire se si hanno dubbi sulla metereologia o sulla sicurezza.

Red.

 

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