UBS: nuovi aiuti di stato?
La più grande banca svizzera dovrà probabilmente chiedere un altro aiuto allo stato. E’ quanto si sussurra negli ambienti bancari e finanziari elvetici. La vicenda giudiziaria con gli Stati Uniti sta intaccando pesantemente la fiducia dei clienti nella banca. Intanto, dopo il minimo storico di ieri, oggi il titolo si è leggermente apprezzato, ritornando sopra la fatidica soglia psicologica dei 10 franchi. La crisi UBS sembra un pozzo senza fondo. Quando sembrava che la banca si stesse faticosamente riprendendo, è arrivata la mazzata americana. Washington non vuole solo conoscere qualche centinaio di nomi con relativi conti. Oggi li vuole tutti i nomi di quei 50 mila correntisti americani che avrebbero frodato il fisco grazie alla complicità di UBS. La Svizzera, si rifiuta però di piegarsi al nuovo “dictat”. La prova di forza finirà in tribunale il prossimo luglio: per UBS, potrebbe finire malissimo. Addirittura, Washington, potrebbe ritirargli la licenza. Ieri, il titolo è andato sotto la soglia psicologica di 10 franchi. Oggi, l’azione si è fortunatamente ripresa. Non si tratta comunque di un segnale incoraggiante. A concorrere all’inversione di tendenza, sono probabilmente i “rumors” che circolano sempre più insistentemente in Svizzera secondo i quali la Confederazione starebbe preparando un nuovo pacchetto di interventi dopo i 66 miliardi di franchi -fra prestiti e garanzie- messi sul tavolo lo scorso autunno.
Articoli correlati:
- UBS : il buco sale a 2,3 miliardi di dollari. Sospese le campagne pubblicitarie
- UBS taglia 3500 posti, 400 in Svizzera
- UBS: nuova perdita fra i 3 e i 4 miliardi
- UBS: Marchionne lascia
- Pretura Lugano: UBS informi clienti su lista fisco USA
- UBS-USA: è fatta
- USA-UBS: prime indiscrezioni
- Accordo tra Ubs e governo Usa
- UBS-USA: trovato l’accordo
- UBS: no ai nomi dei correntisti USA












