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Undici eritrei stipati in un’auto tentano di entrare in Svizzera da Clivio

6 maggio 2014 – 16:18Nessun Commento

Il valico di Clivio (foto Infoinsubria)

Nel corso della notte appena trascorsa, durante un servizio di vigilanza dinamica dei valichi minori, una pattuglia  della Guardia di Finanza di Gaggiolo ha individuato un’autovettura monovolume sospetta nella zona di Clivio, presumibilmente diretta verso la Svizzera: dato l’orario inconsueto del transito i finanzieri si sono immediatamente insospettiti ed hanno intimato l’alt all’automezzo. Tutto si aspettavano di trovare all’interno del veicolo, ma senz’altro sono rimasti sorpresi quando hanno scoperto che a bordo dell’auto erano state “stipate” 11 persone, dieci uomini ed una donna, ed bimbo di appena due anni e mezzo.

Dai tratti somatici sembrava trattarsi di persone di origine eritrea. In occasione del controllo i militari hanno accertato che tutti i passeggeri erano sprovvisti di documenti di identificazione e/o permesso di soggiorno in territorio nazionale. Il conducente dell’autovettura, cittadino brasiliano anch’egli irregolare, si è giustificato dicendo di aver trasportato i clandestini, cittadini eritrei, da Milano a Clivio, su indicazione di un cittadino italiano conosciuto a Milano: per il “viaggio” avrebbe percepito un compenso di soli 90 euro.

Il “passatore” è stato denunciato per aver favorito il trasporto sul territorio italiano di persone prive del permesso di soggiorno, oltre che per essere lui stesso clandestino sul territorio nazionale: è stato processato per direttissima nella mattinata odierna. Nell’immediatezza dei fatti, lo stesso è stato sottoposto ai rilievi segnaletici: i cittadini africani si sono invece rifiutati di sottoporvisi, così commettendo il reato di rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.

Sono tutt’ora in corso indagini da parte della Guardia di Finanza di Gaggiolo, che, con la direzione della Procura della Repubblica di Varese, dovrà accertare il canale illecito dei clandestini ed individuare eventuali ed ulteriori profili di responsabilità in capo a terzi.

Red./Comunicato

 

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