Vendevano auto di lusso in Svizzera. Sgominato commercio da frode fiscale
Esportavano e vendevano automobili di lusso anche in Svizzera. E, tramite un ingegnoso sistema, riuscivano a portarsi a casa guadagni da nababbo. Illegalmente. I protagonisti di questa vicenda finita in tribunale sono due persone: uno era apparentemente il titolare di una società di commercio all’ingrosso di materie plastiche, ma nella realtà, come ha scoperto la Compagnia della Guardia di finanza di Luino, lavorava come cuoco part time. Il suo “collega”, in teoria amministratore unico di due società di capitali attive nel mercato immobiliare e nel commercio internazionale di auto era alle dipendenze di un’impresa di pulizie. A prima vista due vite normali.
Fino a che, sotto sotto, non è uno sbucata una presunta frode fiscale da oltre 15 milioni di euro: vale a dire il frutto di una serie truffe di società di leasing legate al traffico internazionale di auto di lusso. L’indagine, che lo scorso aprile aveva già portato all’arresto di sette pregiudicati, prevedeva un buon numero di “teste di legno”, soggetti presi letteralmente per la strada e messi a capo della filiera per produrre tra l’altro fatture false per circa 4 milioni di euro.
Purtroppo per loro il giochino è stato rotto dalle Fiamme gialle, grazie all’operazione battezzata “Darico” (il nome dello studio di consulenza fiscale al centro della vicenda), che ha visto l’arresto di sette persone per i reati di frode fiscale e associazione per delinquere finalizzata alla truffa, e poi il rinvio a giudizio di 42 persone, metà delle quali già condannate il 4 ottobre scorso in seguito a patteggiamenti e riti abbreviati. Ora, invece, arriva la resa dei conti dal punto di vista fiscale. E in questo caso a finire nei guai sono stati quattordici soggetti denunciati a piede libero per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento e distruzione di scritture contabili e riciclaggio, fra cui un direttore di banca. Contestate anche 26 violazioni alla normativa antiriciclaggio rispetto al trasferimento di contante tra privati.
I militari hanno effettuato controlli in particolare nei confronti delle imprese riconducibili a vario titolo allo studio di consulenza fiscale “Darico consulting s.a.s.”, risultato evasore totale e questi approfondimenti hanno portato alla chiusura di 27 studi professionali utilizzati come “paravento” e all’esecuzione di sette verifiche fiscali nei confronti di altrettante imprese, risultate “fantasma”.
Nicola Antonello
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