Segni di nervosismo sulla piazza finanziaria di Lugano
“Conoscere il nemico e se stessi, cento battaglie senza rischi”: questa massima del grande stratega e filosofo cinese Sun Tzu (vissuto 500 anni prima di Cristo), non viene condivisa dalla sezione luganese dell’Unione democratica di centro. In una interpellanza indirizzata al Municipio di Lugano, il consigliere comunale Tiziano Galeazzi si scaglia contro l’organizzazione, da parte dell’Associazione bancaria ticinese, di una serata informativa sui provvedimenti adottati dal governo italiano per scovare il capitale italiano ancora nascosto alle autorità fiscali.
L’interpellanza esprime perplessità sull’opportunità di invitare funzionari attivi nelle massime istituzioni italiane, fra cui un procuratore della repubblica, un colonnello della guardia di finanza e un responsabile dell’agenzia delle entrate. I relatori hanno illustrato il punto di vista italiano sull’occultamento di redditi al fisco: in Italia si tratta di un reato penale, di cui si rendono colpevoli anche eventuali cittadini stranieri che eventualmente dovessero aver facilitato questo genere di transazioni.
A quanto sembra si tratta di affermazioni che in territorio ticinese non vanno fatte. L’interpellante ritiene infatti che “i relatori hanno chiaramente palesato l’intenzione di trasmettere inquietudine e infondere timore ai presenti in sala, raggiungendo così un obiettivo sicuramente pianificato.”
Nell’interpellanza si chiede al Municipio se fosse stato al corrente dei temi affrontati, e se fosse in possesso anticipatamente degli interventi previsti. Probabilmente si auspica, per il futuro, una censura preventiva sugli interventi previsti nelle manifestazioni ospitate dal Palazzo dei Congressi.
A stretto giro di mail è arrivata anche la presa di posizione dell’Associazione bancaria ticinese, più vicina alle massime che dovrebbero ispirare l’operato di chi prende delle decisione importanti con cognizione di causa. Nel comunicato si precisa che l’Associazione bancaria persegue lo scopo di informare con precisione sui temi importanti che interessano la piazza finanziaria ticinese. “Tenuto conto degli enormi interessi in gioco – afferma il comunicato dell’ABT – per fare chiarezza abbiamo quindi ritenuto indispensabile ascoltare dalla viva voce dei diretti autori il senso e l’interpretazione delle norme annunciate.
A posteriori possiamo dire che la conferenza ha raggiunto i suoi obiettivi e i relatori italiani, al di là di alcuni luoghi comuni per altro subito rintuzzati da un’attenta moderazione, hanno rispettato le opinioni della platea e i diritti del Paese che li ha ospitati.
Per quel che concerne un discorso più ampio l’ABT, congiuntamente alle altre associazioni di settore e alle autorità politiche cantonali e federali, continuerà a battersi affinché la nostra piazza finanziaria sia preservata dalle discriminazioni ancora oggi esistenti nei rapporti fiscali tra Italia e Svizzera.”
Red./Comunicati
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