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Lugano: il difficile momento della piazza finanziaria

20 febbraio 2013 – 09:38Nessun Commento

Lugano (foto L. Holländer)

Oltre 1.300 posti di lavoro persi dal 2001 al 2012. E la prospettiva molto concreta di lasciarne per strada altre centinaia, forse mille nei prossimi 5 anni. È preoccupante il quadro emerso dal dibattito conclusivo del “Tavolo della crisi”, iniziativa ideata dalla municipale di Lugano Giovanna Masoni Brenni per discutere il difficile momento della piazza finanziaria cittadina, preoccupa.

Lune‚dì sera un pubblico foltissimo (circa 200 persone) ha riempito l’auditorium dell’Universit„à della Svizzera Italiana per assistere alla discussione finale. Nessuno ha nascosto la realtà„. Il dibattito, coordinato dal giornalista della RSI Reto Ceschi,  è stato introdotto da Giovanna Masoni Brenni, che ha sunteggiato le proposte emerse durante le precedenti serate.

Claudio Generali, presidente dell’Associazione bancaria ticinese, ha parlato di “bicchiere mezzo pieno”† ma non ha potuto negare come il regresso vi sia stato e sia stato certamente preoccupante†.

Gianni Aprile, vicepresidente della direzione generale della Banca della Svizzera italiana, ha ammesso una visione pessimistica† della situazione: …Tra il 2007 e il 2011 il reddito per impiegato bancario sceso da 696mila a 356mila franchi. I costi per impiegato sono scesi del 12,7%, ma su questo ha giocato molto la questione dei bonus, che sono fortemente calati. Il profitto netto per impiegato € passato invece da 200mila franchi a 37mila. La situazione finanziaria € quindi diventata pesante†.

Giovanni Crameri, direttore regionale di UBS Ticino ha messo in evidenza i mutamenti in atto. I clienti tedeschi, per esempio, anche senza l’accordo Rubik, stanno facendo l’autodichiarazione. All’inizio l’impatto è negativo, ma dal giorno che gli averi sono dichiarati potranno portare i loro capitali in Svizzera. “Nel corto termine avremo un impatto negativo, dopo potremo crescere.”

Le proposte emerse dal “Tavolo della crisi” sono state molteplici. Molto si ‡ insistito sulla necessit„à di creare un osservatorio permanente non solo della piazza finanziaria ma dell’economia ticinese e di formare un tavolo di dialogo cui partecipino le parti sociali per affrontare il tema occupazionale.

Come ha ricordato Giovanna Masoni Brenni, bisogna allargare lo sguardo. La piazza finanziaria ha una sua dimensione ma il nostro Cantone non €monodipendente. Serve un osservatorio permanente che dia dati corretti e validi per tutti cos come serve il tavolo delle parti sociali. Se dovremo trovarci ad agire nel campo della formazione e della riconversione dovremo avere i dati‚.

Preoccupato anche lo sguardo del presidente della Camera di Commercio, Franco Ambrosetti, il quale ha giustamente sottolineato che la crisi non c’€è soltanto nelle banche e nel settore finanziario, ma coinvolge l’intera economia ticinese. Le banche fanno il 10% del prodotto interno lordo, il 90% € generato da altri settori. Il 20%, ad esempio, proviene dall’industria. Se si vuole fare un passo avanti contro la crisi, quindi, non si pu„ò non coinvolgere il Cantone.

Comunicato

 

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