“Padroncini”: rafforzati gli organi di controllo
Per garantire controllo più efficaci sulle attività in Ticino di artigiani stranieri che non rispettano le prescrizioni vigenti, il governo ticinese ha deciso di potenziare il personale a disposizione degli organi di sorveglianza. Le autorità concretizzano in questo modo quanto auspicato dal rapporto sui frontalieri, indipendenti e lavoratori distaccati presentato in dicembre.
Il Consiglio di Stato ha approvato una proposta formulata dal Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) volta a rafforzare ulteriormente gli organi di controllo del mercato del lavoro. Da subito, l’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro (USML) e l’Ufficio per l’ispettorato del lavoro (UIL) saranno potenziati di una, rispettivamente due, unità.
Con questo atto concreto, il Cantone dimostra fattivamente la volontà di agire a tutela del mercato del lavoro e del tessuto economico cantonali concretizzando in tempi brevi quanto previsto dalla misura 39 del rapporto “Lavoratori frontalieri, fornitori di prestazioni indipendenti esteri e lavoratori distaccati in Ticino” presentato il 12 dicembre 2013.
L’esigenza del potenziamento degli effettivi a disposizione del Cantone è da ricondurre in particolare al rafforzamento delle misure d’accompagnamento alla libera circolazione delle persone (segnatamente la possibilità di sanzionare il mancato rispetto dei salari minimi previsti dai contratti normali di lavoro e il rafforzamento della lotta alla pseudo-indipendenza) e all’aumento degli ispettori presso l’Associazione interprofessionale di controllo che genera un maggior onere amministrativo per la gestione delle procedure di contravvenzione a carico di aziende dei settori dell’edilizia e dell’artigianato che violano le disposizioni della legge sui distaccati.
Red./Comunicato
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