Street Parade: sballo sotto controllo
All’indomani della 19ma Street Parade, organizzatori, polizia e sanitari traggono un bilancio positivo della manifestazione. 650 mila persone, 50mila in più rispetto allo scorso anno, e questo malgrado il tempo incerto. La polizia ha arrestato 23 persone per spaccio, lite o furto. Un terzo in meno rispetto al 2009.
Limitato anche il numero di interventi da parte dei sanitari. Appena 53 i ricoveri. Tutti i pazienti sono stati già dimessi. Insomma il tanto temuto “effetto Duisburg” dove durante la Love Parade, all’inizio del mese morirono 19 persona fra cui una ragazza italiana non c’è stato. Particolarmente soddisfacente la diminuzione costante dei casi di gravi intossicazione da droga. Un’effetto dovuto soprattutto agli sportelli per il controllo degli stupefacenti, che da 9 anni vengono allestiti dai servizi sanitari della città svizzera. Ne abbiamo parlato con Alexander Buecheli uno dei responsabili del progetto “Streetwork”. Street Parade è sinonimo di sballo. La circolazione di stupefacenti, soprattutto di droghe sintetiche, durante la manifestazione zurighese, è proverbiale. Una situazione che le autorità cittadine, da anni hanno rinunciato a controllare con la semplice repressione.
Dal 2001, l’assessorato alla sanità pubblica della città, ha così deciso di istituire degli sportelli appositi in cui ognuno, anonimamente, prima e durante la manifestazione, può fare analizzare pasticche, farmaci e sostanze varie che si è procurato per assicurarsi lo sballo. Si tratta di una vera e proprio consulenza con dei laboratori mobili istallati sul posto. Tuttavia, a qualcuno, il sistema potrebbe sembrare una legittimazione del consumo di droga. In effetti, non è così. E’ almeno ciò che sostiene Alexander Buecheli, uno dei responsabili del progetto Streetwork.
“Il consumo di droga è ormai una pratica comune nella nostra società. La Svizzera” ci dice Buecheli, “ ha costruita la sua strategia della riduzione del danno su quattro pilastri: informazione e prevenzione, la repressione, il recupero. Il lavoro di Streetwork, sta a metà strada fra l’informazione e la prevenzione. Il dato interessante è che i quattro pilastri devono agire di comune accordo con lo scopo di minimizzare il danno. Da ciò che abbiamo potuto constare, grazie al nostro lavoro sul campo, soprattutto le persone che sono esposte a un grande rischio, decidono di rinunciare al consumo. In altre parole, il nostro servizio, convince molti potenziali consumatori a rinunciare alla dose. L’effetto è dunque esattamente opposto a quello che si potrebbe temere: il numero di chi consuma droghe durante la Street Parade diminuisce invece di aumentare.
Ce lo può dimostrare ?
“Non disponiamo di cifre precise, non è il nostro compito tenere delle statistiche. Ciò che posso dire è che da quando abbiamo introdotto questi sportelli alla Streetparade, il numero di gravi intossicazioni da droga è andato costantemente diminuendo. Ciò che invece è aumentato, soprattutto fra i giovani, è il consumo smodato di alcool”.
Concretamente cosa succede al vostro sportello. Quante persone mediamente si annunciano e cosa fanno nel momento in cui apprendono che la pasticca che intendevano inghiottire contiene sostanze pericolose o addirittura sconosciute e dagli effetti imprevedibili?
“Diciamo che durante tutto la manifestazione, siamo subissati da richieste: analisi delle sostanza ma anche consulenze più approfondite sullo stato d’animo di chi si presenta da noi e trova qualcuno che è disposto a starlo ad ascoltare. Dietro la voglia di “farsi” di “sballare” c’è spesso un disagio psicologico o sociale.
Concretamente, quando scopriamo che nella pillola, nel farmaco o nella polvere, appaiono sostanze potenzialmente pericolose, sconosciute e dagli effetti imprevedibili, consigliamo al soggetto di rinunciare. Nella maggior parte dei casi funziona. Il “raver” lascia la dose allo sportello perché sia distrutta.
Ciò che ci preoccupa è che sul mercato arrivano continuamente nuove sostanze dagli effetti che non siamo in grado di prevedere e che potrebbero avere conseguenze tremende sui soggetti che le consumano. Notiamo, ad esempio, che sempre più spesso stupefacenti a base di XTC (Extasy) o cocaina sono mischiati con sostanze psicotrope che comportano altissimi rischi. Se a tutto questo aggiungiamo anche forti dosi di alcool, beh, l’effetto può essere devastante. Devo comunque precisare che negli ultimi 5 anni, soprattutto fra i giovani, più che un eccesso di droga notiamo un eccesso di alcolici”.
Insomma, si può affermare che dopo 9 anni di attività i risultati sono incoraggiati e la prevenzione funziona. Il vostro modello è stato adottato anche altrove?
“In Europa, sono parecchie le realtà che hanno adottato il nostro sistema. A Vienna, Parigi, Barcellona e Bilbao esistono sportelli sul modello del nostro. In Svizzera oltre Zurigo, anche Berna lavora con criteri simili”.
Mario Besani
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