Un colpo perfetto…: malviventi ancora in fuga con 10 milioni di euro
Dieci milioni di euro di bottino, un piano riuscito alla perfezione e preparato da mesi. Emergono nuovi dettagli sul colpo più imponente messo a segno nella storia dell’Insubria. Innanzitutto vi è da dire che i malviventi, circa una dozzina, sono spariti nel nulla.
I malviventi dopo il colpo hanno dapprima hanno abbandonato il luogo dell’assalto, lasciando l’autostrada A9 all’altezza dello svincolo di Saronno e raggiungendo un casolare di Turate. Qui, nel pomeriggio di ieri, le forze dell’ordine hanno trovato le automobili utilizzate durante l’assalto: un’Audi A3 bianca e due Alfa Romeo, una 156 e una 159 scure. Nella cascina è avvenuto il cambio dei mezzi e i malviventi sono saliti su vetture “pulite” per dileguarsi senza particolari problemi. Dove sono andati? Le ipotesi sono svariate: potrebbero essere rimasti sul territorio per qualche giorno in immobili sicuri, attendendo che la situazione si calmi. Oppure potrebbero aver già lasciato la Lombardia, magari andando nella vicina Svizzera. Chissà. A proposito di Canton Ticino, pare certo che il portavalori della ditta Battisalli fosse diretto verso una destinazione al confine elvetico. Un luogo “segreto”. Ma, evidentemente, non per i malviventi.
E’ quindi praticamente certo che i banditi avessero un basista che conoscesse nei minimi dettagli i movimenti dei mezzi blindati. Non solo: fondamentale sarebbe stata anche l’informazione sulla quantità di denaro trasportato. La trappola sarebbe scattata soltanto per compiere il colpo della vita. Secondo una prima stima il bottino si aggira attorno ai 10 milioni di euro, provenienti da supermercati, banche e anche con un discreto quantitativo di lingotti d’oro. Inoltre i rapinatori si erano preparati una via di fuga originale: durante un sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi, qualcuno ha tagliato in due una porzione di guard rail a lato dell’autostrada, costruendosi un varco per darsela a gambe. Un piano che ha funzionato alla perfezione.
Infine, secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti, i criminali dovrebbero essere degli italiani senza particolari accenti. E non si esclude che, visti i metodi di assalto lampo effettuato con esplosivo, fumogeni e kalashnikov, vi possano essere anche degli ex militari capaci di agire con lucidità chirurgica. Gli interrogativi sono molti. Saranno mai risolti?
Nicola Antonello
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