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Tutto bene, mamma?

lun 15 aprile 2013

Teatro di Varese

Piazza della Repubblica Varese (VA)

Teatro al buio, di Gloria Mina

Adattamento per il buio e regia di Sergio Masieri e Gloria Mina

Personaggi e interpreti:

ANNE – M. Laura Martelli

L’UOMO – Luca Perisco

TREVOR – Sofia Pauly

Suono Hatem Khouildi

“Benvenuti ad uno spettacolo che vorrebbe smuovere il vostro cuore,ì la vostra immaginazione e i vostri sensi – tutti, tranne il più prepotente, la vista.

L’esperienza di questa sera inizia qui, dal gusto. Vi invito a prendere un bicchierino ed una pizzetta ciascuno e a serbare questi sapori sulla lingua: li ritroverete nella storia a cui state per assistere.

Aguzzate anche l’olfatto, quando sarete dentro…

Ora verrete accompagnati dietro il sipario, sul palco, e da lì ai vostri posti dove vi prego di sedervi e rimanere in silenzio, facendo il vuoto dentro voi stessi, allontanandovi dalla vostra quotidianità.”

Memphis, U.S.A., 1999. La madre single di Travis Butler, 9 anni, muore improvvisamente nel suo modesto alloggio. Il bambino, che non vuole essere affidato alla nonna o ad un istituto, prosegue la sua vita “normale”, come se la mamma dormisse, per un intero mese, prima che qualcuno si accorga finalmente della terribile verità.

Gloria Mina parte da questo sconvolgente fatto di cronaca per creare una pièce che, insieme al regista Sergio Masieri, decide di mettere in scena nella totale oscurità, lasciando agli spettatori temporaneamente privati della vista la possibilità di sfruttare tutti gli altri sensi per vivere quasi in diretta una vicenda che tocca il cuore. Gli attori hanno lavorato su se stessi per calarsi nei personaggi – specialmente il bambino – con l’oggettivo scoglio della scena “invisibile”. Rumori, parole e musiche assumono un’importanza fondamentale.

Un teatro interamente al buio. E non è il buio di quando si chiudono gli occhi. E’ un buio più profondo, più intenso, più impegnativo. In cui non si riescono a scorgere le sfumature delle luci al di là delle palpebre. Le pupille sono dilatate al massimo, ma non c’è verso che tenga: non si vede proprio nulla. E allora si potenziano tutti gli altri sensi. Di necessità, virtù. Gli altri sensi si potenziano o forse semplicemente si riscoprono, abituati come siamo oggi a non utilizzare più altri canali al di fuori della vista. Sono 50 minuti di spettacolo in cui inizialmente si manifesta un po’ di disagio, di imbarazzo, di smarrimento, ma superato il primo impatto, la fantasia e l’immaginazione prendono il sopravvento come un grande sogno ad occhi aperti. Letteralmente. In questo teatro gli spettatori sono davvero partecipanti: ti raccontano all’uscita tanti spettacoli diversi a seconda di quello che hanno immaginato. E poi sono coinvolti tramite l’udito, il gusto, il tatto, l’olfatto, tutto tranne la vista. La concentrazione in sala è massima, dopo aver passato le opportune camere di compensazione, quasi ad entrare in un esperimento scientifico. Il silenzio e l’attenzione sono indicibili, non scappa una risata, un colpo di tosse, un mormorio, un trillo di cellulare.

Gli spettatori prenderanno posto sul palcoscenico

La disponibilità dei posti limitata a 80 poltrone, si consiglia la prenotazione.

www.teatrodivarese.it