Sollecito: vorrei restare!
Raffaele Sollecito, che recentemente ha ottenuto un permesso di dimora in Svizzera, smentisce di avere nascosto la sua situazione giudiziaria alle autorità elvetiche. Il giovane, che a Perugia dovrà subire un nuovo processo per l’omicidio di Meredith Kercher, spera di potere rimanere per sempre a Lugano.
“A Lugano sto bene”, dice Raffaele Sollecito ai cronisti del Corriere del Ticino. In Svizzera, il giovane, che a Perugia dovrà subire un nuovo processo per l’omicidio della studentessa britannica Meredith Kercher, ha da poco ottenuto un permesso di dimora e ha aperto una società editoriale. Ma il suo arrivo sulle rive del Ceresio ha suscitato un certo clamore tanto che le autorità cantonali sono state sollecitate a verificare se il giovane, per ottenere il permesso, abbia mentito sulle sue pendenze giudiziarie in Italia. Sollecito si difende affermando di non avere nascosto nulla. Intanto, a Lugano il giovane perugino dice di trovarsi a proprio agio, lontano dai clamori e dalle pressioni dei media. “In Svizzera avevo già degli amici e ho trovato un humus che mi è piaciuto, perché qui la gente, in genere, è molto discreta. Sollecito, che a Lugano vive ormai stabilmente da alcuni mesi e avrebbe affittato un appartamento sulla collina del Monte Bré, confessa che il suo progetto è di rimanere per sempre in Svizzera. Un auspicio che secondo i legali dell’ufficio cantonale della migrazione è assolutamente plausibile. Infatti, anche per lui vale la presunzione d’innocenza fino a che il giudizio non sia definitivo. Il fatto di essere indagati per omicidio non è una ragione sufficiente per negare il permesso di domicilio a un cittadino dell’UE. L’unica perplessità, a questo punto è di stabilire se Sollecito, abbia effettivamente notificato le sue pendenze con la giustizia italiana.
MB
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