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Offshore Leaks: coinvolte la Banca cantonale grigionese e la Baronessa Thyssen?

7 aprile 2013 – 12:46Nessun Commento

(Immagine museothyssen.org)

Ci sarebbe anche la Banca cantonale grigionese fra le entità sospettate di essere coinvolte nel vasto meccanismo che negli anni ha dirottato verso i paradisi fiscali enormi quantità di denaro. E` quanto emerge da un corposo dossier giornalistico pubblicato oggi in Svizzera.

Oltre ad UBS e Credit Suisse nella vicenda dei paradisi fiscali che sta facendo scorrere fiumi d’inchiostro in Europa sembrerebbero esserci anche quattro banche cantonali svizzere:   SonntagsZeitung e LeMatin Dimanche pubblicano stamane un ampio dossier da cui emergono i nomi delle banche cantonali di Zurigo, Lucerna, San Gallo e Grigioni.   E-mail, fax, estratti conto compongono il voluminoso rapporto Offshore Leaks, comprensivo di 2,5 milioni di documenti.

Sempre secondo i due domenicali sarebbero circa 300 gli avvocati e fiduciari elvetici ed una settantina le società coinvolti nell’operazione .

Fra i volti noti interessati della gigantesca sottrazione di capitali al fisco d’origine figurerebbero anche la Baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, il barone Elie de Rotschild e Gunter Sachs.

Per la Baronessa, vedova del Barone Hans-Heinrich deceduto nel 2002 e proprietaria di Villa Favorita a Lugano, la società Nautilus Trustee Limited basata alle isole Cook e fondata negli anni novanta , ha consentito la continuazione “silenziosa” della sua collezione di opere d’arte una parte delle quali già al sicuro grazie a numerosi trust alle Bermuda. Grazie a questa società la Baronessa tra il 1995 ed il 2002 ha acquistato una ventina di opere d’arte dirottate verso il Museo Thyssen-Bornemisza a Madrid. Opere che non sono state considerate come appartenenti alla sua collezione privata e quindi esenti da tasse.

I consigli dei suoi legali le avrebbero così consentito di risparmiare almeno 10-15 milioni d’euro all’anno, afferma Le Matin Dimanche, ai quali si aggiungono altri due milioni di risparmi annuali effettuati grazie ai trust.

Banche e persone interessate dall’inchiesta giornalistica non hanno per ora rilasciato alcuna dichiarazione in merito.

Red.

 

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