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Banca Arner: da dove transitarono anche i soldi per Lentini

17 novembre 2009 – 21:07Nessun Commento

Passa dal salotto di Torino l’inchiesta sulla banca svizzera Arner, commissariata su indicazione della Banca d’Italia, per sospette operazioni di riciclaggio. Due inchieste – una della Procura di Milano, l’altra a Palermo – stanno cercando di ricostruire gli ingenti flussi di denaro transitati negli ultimi anni.

È la banca della famiglia Berlusconi. Di molti manager del gruppo Mediolanum. Ma anche della signora Teresa Macaluso, moglie di Francesco Zummo, costruttore siciliano considerato vicino alle cosche mafiose. Cosa c’entra Torino in tutto questo? 
Bonifici partiti della Arner sono arrivati a una società con sede legale ad Antigua, ma base italiana proprio in città, in Galleria San Federico 54. La società si chiama «Flat Point Development». Ragione sociale: «Esercitare attività alberghiere, condominiale, ristorazione, villaggio vacanze, gestione di appartamenti». Di fatto vende ville di lusso, costruite lungo il perimetro di una baia incontaminata. Come si può leggere nella presentazione del sito Internet (www.emeraldcoveantigua.com), accessibile solo con codici riservati: «Un paradiso inesplorato, 336 spiagge. La più bella baia dei Caraibi». 
Il fatto che lo Stato di Antigua sia inserito da tempo nella black-list dei paradisi fiscali – come svelato dalla trasmissione Report di domenica sera – ha messo in moto la curiosità degli investigatori. Ora studiano questa triangolazione: sede milanese della Arner, Torino, Caraibi. 

Ma in Galleria San Federico 54 quello che si vede in realtà è l’ufficio torinese della Deloitte, uno dei più importanti studi tributari e societari italiani: «Qui la “Flat Point” si appoggia esclusivamente per avere un domicilio fiscale – spiegano al terzo piano del palazzo d’epoca – ci hanno chiesto di occuparci solo degli adempimenti civilistici e di bilancio». 

Non c’è una sede vera e proprio della società che vende il paradiso di Antigua. A Torino però c’è traccia della sua contabilità. Una visura camerale aiuta a capire, anche se non spiega tutto. L’amministratore delegato per l’Italia della «Flat Point» si chiama Giuseppe Cappanera, 70 anni, ufficialmente residente a Dizzasco, sul lago di Como. Un passato come amministratore delegato di un biscottificio con sede a Bari, poi consigliere per la Fimab Spa Costruzioni di Milano, quindi in una società di ricerche di mercato e consulenze dal 1997 al 2003. È lui l’uomo delle trattative: «Stipula contratti di vendita e incasso per conto delle sede principale». È lui che ha gestito la vendita di una villa direttamente con il presidente del Consiglio. Ci sarebbe un bonifico di 3,367 milioni girato da Silvio Berlusconi alla sede torinese della «Flat Point». Un affare per pochissimi. Molte case sono ancora in costruzione. La base torinese della società è stata costituita nel 2005. Per ora c’è un solo bilancio datato 2006. 

È la seconda volta che la storia della banca Arner incrocia la città. La prima, secondo la ricostruzione dell’ex presidente del Torino Calcio, Gianmauro Borsano, risale agli Anni Novanta. Quando – attraverso una società controllata panamense – versò 10 miliardi in nero per il passaggio di Gianluigi Lentini al Milan.Da: La Stampa

 

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