Tremano gli evasori con soldi alle Cayman
I dati sui conti segreti di migliaia di evasori fiscali con fondi alle isole Cayman sono finiti in mano alla stampa. Anche 200 italiani fra gli evasori. I documenti sono stati recapitati anonimamente ad un indirizzo australiano.
Si tratta della più grande fuga di dati bancari degli ultimi anni. I CD sono stati recapitati a un pool giornalistico internazionale a Washington, che li ha smistati alle redazioni affiliate. I dati riguardanti la Svizzera sono nelle mani della “Sonntagszeitung” e di “Le Matin Dimanche”.
Il volume dei dati supera di gran lunga quello emerso in seguito a Wikileaks. Dallo scorso dicembre, una ottantina di giornalisti di 46 paesi diversi stanno analizzando i documenti.
I dossier, completi di fax, copie dei documenti, messaggi di posta elettronica, contratti, provengono dalla due società maggiori specializzate nel trasferimento di fondi in paradisi fiscali, la Commonwealth Trust Limited domiciliata a Tortola, nelle Isole Vergini Britanniche e la Portcullis Trustnet, domiciliata a Singapore. Queste società sono presenti in 13 paradisi fiscali, fra cui le Cook Island, le isole Cayman e Samoa.
A queste società facevano capo anche i gruppi bancari UBS e Credit Suisse. Dai dati emersi risulta che il nome di UBS è associato a quello di Portcullis per quel che riguarda 2900 società, mentre Credit Suisse ha avuto relazioni con 700 società. I dati riguardano in totale 122’000 società, 12’000 intermediari e 130’000 privati. Fra questi anche 300 privati e 70 società svizzere.
Nell’edizione di domani, il settimanale “L’Espresso” pubblicherà alcune anticipazioni riguardanti gli evasori italiani, che sarebbero 200. Fra questi risulta anche un ex commercialista dello studio fiscale dell’ex ministro dell’economia italiano Giulio Tremonti, che aveva duramente preso posizione contro il ricorso a società domiciliate nelle Cayman da parte della piazza finanziaria di Lugano.
Sono parecchi i nomi illustri fra quelli emersi finora. Tra quelli eccellenti, sono filtrate notizie che vedrebbero implicati il tesoriere della campagna elettorale del socialista Hollande, gl eredi del play boy tedesco Günter Sachs, che si è tolto la vita due anni fa, il figlio di un ministro pachistano, e perfino un’amica di madre Teresa di Calcutta.
Red.
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